il libro

Rossi-Doria, l’esperto di scuola

 

Illustrazione di Anders Nilsen

Illustrazione di Anders Nilsen

di Taddeo Mecozzi

All’ombra dell’ampio dibattito nazionale sorto attorno alla scuola e a una sua eventuale riforma, il gruppo Abele pubblica, nella sua collana di conversazioni Palafitte, un dialogo tra Giulia Tosoni e Marco Rossi-Doria, La scuola è mondo. Conversazioni su strada e istituzioni. Rossi-Doria si presenta forte della sua pluriennale esperienza in ambito pedagogico. Una storia vissuta sul campo che va dall’aver fatto il maestro elementare negli anni Settanta a Torre Annunziata sino all’incarico di Sottosegretario al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ricoperto nei due governi, Monti prima e Letta poi, dal 2011 al 2014. Il centro del dibattito è dunque la scuola o, più precisamente – con un lessico spesso inglesizzante che ricalca quello del Pd di Renzi maggioritario oggi in voga – la buona scuola, le pratiche esistenti e le pratiche future per rendere la pedagogia adatta ai tempi in cui viviamo. L’analisi prende le mosse dalla constatazione dell’avvenuto mutamento delle condizioni sociali, morali ed economiche in cui la pratica pedagogica si svolge. La conversazione a due ripercorre dunque – partendo dalla personale esperienza di lavoro a Torre Annunziata di Marco Rossi-Doria – il dissolvimento sociale e morale delle condizioni in cui la scuola pubblica tradizionale nasce e si afferma. Con la delocalizzazione e lo smantellamento delle attività produttive sono venuti meno funzioni e ruoli un tempo insindacabili e rigidamente attribuiti. Con la scomparsa del lavoro la società fatica a reinventarsi e così il ruolo del maestro e dell’istituzione scolastica entrano a loro volta in crisi perdendo di dignità e autorevolezza sociale. Nonostante la difficoltà della sfida non è nella nostalgia – che sembra talvolta prevalere dal racconto ormai trito di un mondo sano e giusto in cui le persone cedevano il posto di fronte alle donne incinta e si andava a dormire presto dopo la fine di Carosello – che l’intervistato vuole far cadere la narrazione.

appuntamenti

Accoglienza e assistenza ai richiedenti asilo

 

Illustrazione di Ann Xiao

Illustrazione di Ann Xiao

Martedì 23 giugno 2015, h. 18,30
Biblioteca Amilcar Cabral
via San Mamolo 24 

Accoglienza e assistenza ai richiedenti asilo
Pratiche e politiche a Bologna e in Emilia-Romagna

 

Il richiedente asilo è diventato l’icona del sociale italiano di questi anni come il matto lo è stato negli anni Settanta e il tossicodipendente negli anni Ottanta. Sopravvissuto alle guerre, al deserto e al mare, il profugo diventa oggetto di accoglienza, di assistenza.
Come viene praticata questa assistenza? In quali condizioni e a partire da quali valori e culture lavorano educatori, assistenti sociali, psicologi, insegnanti di italiano, funzionari o assessori degli enti locali, operatori del pubblico come del privato sociale, delle cooperative o dei centri d’accoglienza? Come vengono utilizzati i finanziamenti per l’accoglienza ai richiedenti asilo, che rappresentano gli ultimi importanti trasferimenti finanziari in un periodo di pesanti tagli ad altri settori del sociale?
A parte gli eclatanti casi di corruzione su cui indaga la magistratura, vi sono tanti piccoli processi di “corruzione” cui le maglie delle nostre burocrazie assistenziali ci espongono tutti, “assistiti e assistenti”. È possibile operare, in questo quadro, per una “liberazione” effettiva dei profughi e dei rifugiati? E come?
A partire dal dossier dedicato a questi temi dalla rivista Gli Asini, ci interessa discutere di cosa succede a Bologna e in Emilia-Romagna: come è praticata l’accoglienza su questo territorio? Come questi processi stanno cambiando il welfare cittadino e regionale? Quali conflitti portano con sé? Quali pratiche è sensato mettere in atto?

Parteciperanno: 

Luigi Monti, direttore della rivista Gli Asini

Francesco Ciafaloni, collaboratore della rivista Lo straniero

Marco Carsetti, Else edizioni

Chris Tomesani, responsabile Ufficio di piano, Comune di Bologna

Giacomo Rossi, coordinatore cooperativa Arca di Noè, Bologna

Fausto Stocco, responsabile Comune di Modena per lo Sprar (Servizio protezione richiedenti asilo e rifugiati)

appuntamenti

Cosa imparare a scuola?

Primo incontro residenziale SAC, 3-6 settembre 2015, Cecafumo, Piteglio, PT

 

Il SAC è un seminario permanete di ricerca sulle azioni didattiche e culturali, organizzate e

 cooperative, nella scuola del primo ciclo. La proposta è di auto-formazione a pratiche di ricerca

educativa, per agire nella scuola con tecniche cooperative e consapevolezza culturale.

 

Incontrarsi, raccontare, rielaborare assieme, studiare teorie e tecniche didattiche per agire

nell’anno scolastico col supporto di una rete di ricerca e di azione.

 

Il primo incontro si terrà da giovedì 3 a domenica 6 settembre 2015 (arrivo prima o dopo cena

giovedì / partenza domenica subito dopo pranzo).

 

appuntamenti

Perché Ivan Illich oggi? A proposito di Genere e Sesso

 

illich 

 

 

Giovedì 4 giugno 2015, Ore 17 e 30.

Centro delle Donne, via del Piombo 7, Bologna

 

Nel 1982, a Berlino quando Ivan Illich scriveva Gender per descrivere “il passaggio da un mondo sotto l’egida del genere ad uno sotto il regime del sesso”, in confronto serrato con Barbara Duden e in base ad una smisurata raccolta di fonti attestate in nota, Gianna Pomata e Raffaella Lamberti, ospiti di Barbara Duden per motivi di studio, si trovarono a discuterne. Il libro uscì in inglese per la Pantheon Book nel 1982 e in Italia per Mondadori nel 1984.

Nel ripubblicare Genere. Per una critica storica dell’uguaglianza (Neri Pozza, 2013) Agamben scrive che è venuto il tempo della leggibilità e lettura di un autore quale Illich.

Cruciale nell’attenzione a forme di vita degne di essere vissute e capaci di convivenza plurale, esterno al mondo accademico, Illich ha goduto di larga visibilità in passato e gode di una nuova eccentrica centralità. Nel suo percorso di critica decisiva della modernità e delle sue istituzioni (chiesa, scuola, medicina, mezzi di trasporto, ecc.) e d’interrogazione radicale sull’enigma del male, la “terribile corruzione di ciò che è più eccellente”, Gender rappresenta una svolta e incrocia interessi teorici e pratici dei femminismi e di donne e uomini differenti.

 

Ne parlano con il curatore della nuova edizione italiana, Fabio Milana,

FSCIRE ( Fondazione per le Scienze Religiose “Giovanni XXIII”)

 

Gianna Pomata, docente di storia della medicina al Department of the History of Medicine della Johns Hopkins University, Baltimora;

Raffaella Lamberti, di Orlando, curatrice del Corso transdisciplinare di etica e politica in capo all’Università di Bologna e a Orlando .

 

 

 

lavoro

Il fantastico mondo dell’editoria

Illustrazione di Quint Buchholz

Illustrazione di Quint Buchholz

di Claudia Mandracchia

La mia esperienza nell’editoria cominciò nel 2009. Due mesi dopo la mia laurea specialistica mi trasferii a Milano dove iniziai a collaborare con una casa editrice che si occupa di scolastica. Come la maggior parte di coloro i quali vogliono lavorare nell’editoria, il mio obiettivo sarebbe stato la varia. Ma l’incontro, del tutto causale, con la scolastica cambiò le mie prospettive, facendo nascere un amore inaspettato per un certo tipo di libri e per un certo tipo di lettori: i bambini e i ragazzi, che su quei libri avrebbero cominciato a farsi una propria idea del mondo.

Tuttavia ben presto mi sarei accorta che le mie aspirazioni (alle quali, purtroppo o per fortuna, continuo a credere) si sarebbero scontrate con la realtà che, per sua stessa natura, ha ben poco dello slancio di cui sono fatti i sogni e i desideri più elevati.

Alla fine del mio periodo di stage (per il quale ho avuto la fortuna di percepire un compenso) chiesi all’editor per la quale avevo lavorato se ci sarebbe stato un “dopo” per me in azienda. Era dicembre e le vacanze si avvicinavano. La sua risposta fu “buone vacanze, poi magari ne riparliamo”. Non aveva smesso di fissare lo schermo del pc mentre le parlavo e, prima ancora che potessi chiederle qualcos’altro, mi aveva congedata. Tuttora aspetto che me ne parli, del mio stage, di come era andato, di un mio eventuale inserimento nell’organico della redazione. Aspetto, per l’esattezza, da quasi cinque anni.