Descrizione
Il mare nei suoi occhi era il mare che mi ha rubato
Il verso con cui apriamo il numero di luglio-agosto de Gli asini è tratto da 35kg. La vita all’inferno, una poesia di Batool Abu Akleen, poetessa ventenne di Gaza, introdotta su questo numero per noi da Cristina Viti. La raccolta di poesie intitolata 48kg, con le sue impressionanti descrizioni delle distruzioni e dei massacri di Gaza degli ultimi tre anni, è una lettura necessaria. Tanto più necessaria perché quegli occhi colore del mare parlano di furti, di uccisioni, di menzogne, che non riguardano solo Gaza, ma tutte le colonie, tutte le violenze, tutte le stragi perpetrate dai colonizzatori europei e statunitensi per secoli.
Ragionare sul colonialismo oggi è ancora fondamentale: ed è fondamentale farlo leggendo autori e genealogie di pensiero che non hanno al centro l’Occidente e i suoi valori cosiddetti universali.
Su questo numero – in una sezione che abbiamo intitolato ANTI-POST-DECO: E LA COLONIA? – vi proponiamo di leggere testi che arrivano da tempi e luoghi diversi e che hanno visto il colonialismo dapprima come problema di liberazione politica (anticoloniale), poi come questione culturale e discorsiva (postcoloniale), infine come critica delle gerarchie di sapere, potere ed essere ereditate dalla modernità coloniale (decoloniale): José Carlos Mariategui (Perù, 1928), Viriato Da Cruz (Angola, 1959), Éduard Glissant (Martinica, 1990) e Dénètem Touam Bona (Centrafrica, 2021). Chiude la sezione un contributo di Andrea Brazzoduro che, attraverso il caso algerino e la riflessione sul terzomondismo, rilegge la decolonizzazione come evento globale.
Nella sezione successiva continuiamo il dialogo sulle (e tra le) organizzazioni sindacali cominciato sul numero di gennaio-febbraio 2026, grazie alla rete di sociologi del lavoro Work-in-contact.
In quel numero descrivevamo vertenze sindacali in fabbriche metalmeccaniche e tessili e in magazzini della logistica; qui invece ci concentriamo sul lavoro nell’assistenza a persone anziane o non autosufficienti e sui servizi per i senza dimora.
Le interviste a Francesca Polizzi (delegata CUB nelle residenze sanitarie assistenziali di Torino), a Fabio D’Alfonso (delegato della FP-Cgil per una cooperativa che si occupa di servizi per i senza dimora a Bologna) e a Svitlana Hryhorchuk (della Rete nazionale delle lavoratrici domestiche, collegata all’USB), realizzate rispettivamente da Costanza Galanti, Luca Villaggi e Lucia Amorosi, pongono questioni fondamentali per i lavoratori e le lavoratrici (e per le loro organizzazioni) quando le vertenze riguardano il lavoro di cura e i servizi di welfare: come tenere assieme il benessere e la salute di chi lavora con il benessere e la salute di chi ha diritto ai servizi? Come rivendicare un lavoro migliore e allo stesso tempo contribuire a migliorare i servizi sanitari, assistenziali, educativi, di welfare? Per questo abbiamo intitolato la sezione IL SINDACATO CHE CURA, sebbene alcuni nostri collaboratori ci abbiamo ricordato che, ancor prima della cura, le organizzazioni sindacali devono occuparsi della prevenzione, ovvero della lotta contro le disuguaglianze sociali, ancor prima che queste diventino malattie da curare.
Con un passaggio che per noi Asini non è troppo ardito, passiamo dall’assistenza agli anziani ai libri per bambini e ragazzi! Si è tenuta ad aprile la Bologna Children’s Book Fair, la fiera più importante al mondo dell’illustrazione e della letteratura per l’infanzia. Ce ne parlano qui l’Associazione Hamelin e Alberto Falco, mettendo in luce le proposte di qualità in un settore che continua a essere caratterizzato da una sovrapproduzione editoriale con molti aspetti critici. Seguono due interventi – di Giordana Piccinini e Fabian Negrin – che ricordano Donatella Ziliotto, figura fondamentale della letteratura per l’infanzia in Italia dalla fine degli anni Cinquanta agli anni Duemila, scomparsa nell’ottobre 2025.
Nella TERZA SPONDA DEL FIUME ricordiamo altre due persone che, in modi diversi, sono state importanti per noi Asini: Santina Mobiglia, insegnante di italiano e storia nei licei di Torino e collaboratrice delle riviste di Goffredo Fofi dai tempi di “Linea d’Ombra” negli anni Ottanta, scomparsa il 3 aprile e qui ricordata da Roberta Mazzanti, Jamila Hassoune e Luisa Passerini, e Carlo Ginzburg, morto il 17 giugno, di cui riproponiamo l’intervista realizzata da Mauro Boarelli per “Lo straniero” nel 2013, sul retroterra culturale e i presupposti metodologici della microstoria.
Ma nella TERZA SPONDA ci sono anche altri incontri interessanti: Matteo Gaspari racconta la vicenda virtuale del meme del pinguino che va verso le montagne, rivelatrice di come funziona la costruzione di significati e relazioni nei social (e nella cultura dell’estrema destra); Diego Gullotta ci invia una lunga intervista a Franco Moretti, a partire dalla pubblicazione del suo nuovo saggio, Bandiera Nera: Forma tragica e guerra civile; Maria Nadotti legge il Breviario di etica artistica. Arte, persone. istituzioni, di Armando Punzo, fondatore e direttore della Compagnia della Fortezza, nata come progetto di Laboratorio Teatrale nella Casa di Reclusione di Volterra nell’agosto del 1988; e Jacopo Abballe ci parla del cinema anarchico belga degli anni Sessanta e Settanta, per ricordarci che “fare cinema è una lotta contro il potere”.
Lo IERI E DOMANI di quest’estate è tratto da un piccolo classico: L’erba voglio. Pratica non autoritaria nella scuola curato da Elvio Fachinelli, Luisa Muraro Vaiani e Giuseppe Sartori, pubblicato da Einaudi nel 1971 e ora riproposto da DeriveApprodi.
Nel testo che qui proponiamo, Elvio Fachinelli analizza l’esperienza dell’Asilo autogestito di Porta Ticinese a Milano, nata nel 1970, ragionando sui rischi dell’insegnamento non-direttivo e aprendo alla possibilità di pensare sotto altra e più valida luce le relazioni non autoritarie tra adulti e bambini. Pietro Savastio ne trae importanti indicazioni sulla pratica non autoritaria nella scuola di oggi.
La copertina e l’inserto a colori di questo numero sono una selezione dei Concerti silenziosi dell’illustratore di origini colombiane Daniel Gómez Vega; i disegni all’interno del numero sono di Giacomo Giovannini.




