Gli Asini - Rivista

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PALESTINA: IL PESO DEL PASSATO E L’ETERNO PRESENTE

Illustrazione di Davide Minciaroni
8 Dicembre 2024
Gli asini

Dov’è il mondo? è il titolo che abbiamo scelto per il primo pezzo di questa sezione, in cui Ruba Salih e Francesca Albanese dialogano intorno a una duplice scomparsa: quella del diritto internazionale, che – tra molte difficoltà e innumerevoli pressioni – continua ad agire attraverso le sue istituzioni, ma è impotente rispetto all’indifferenza degli Stati nazionali che dovrebbero difenderne lo spirito e le prerogative; e quella della comunità internazionale, che ha scelto di girare lo sguardo di fronte al massacro del popolo palestinese. Questa duplice fuga dalle responsabilità politiche ha come conseguenza immediata una completa paralisi dell’iniziativa per porre fine alla distruzione pianificata e sistematica della terra di Palestina e dei suoi abitanti, e peserà a lungo sullo scenario internazionale generando nuovi conflitti e perpetuando l’incapacità di risolverli.

Ma quale lingua possiamo parlare mentre il sangue scorre? È questo l’interrogativo da cui parte il racconto di Elias Khoury, il grande scrittore libanese morto qualche settimana fa, che vogliamo ricordare con la traduzione di questo testo scritto in un altro momento in cui il sangue stava scorrendo, ancora una volta, in Palestina. “Una persona può dimenticare il passato, ma per quanto ci provi, non può dimenticare il presente. Per mano degli israeliani, il nostro passato è diventato un presente sempre vivo che non passa, quindi come possiamo dimenticare? E, a questo proposito, come possiamo ricordare?” Così scrive Khoury nella conclusione del suo intervento, e le sue parole risuonano in modo ancora più drammatico in questi tempi, in cui il presente si mostra sotto le spoglie di una grande prigione che pullula di guardiani e di fronte alla quale stazionano coraggiosi e impotenti tutti coloro che vorrebbero abbatterla.

Tra questi, le visioni sono diverse. Non è facile sciogliere nodi che si sono aggrovigliati nel corso di decenni, fino a comporre una matassa difficile da decifrare. L’articolo dello storico Enzo Traverso mostra la complessità del dibattito in corso tra coloro che hanno scelto senza incertezze da che parte stare, conservando visioni in parte differenti su quanto avvenuto il 7 ottobre, le sue conseguenze, il suo rapporto con il passato e le prospettive per il futuro. Traverso replica a due articoli che abbiamo ospitato nel numero precedente, firmati da Valentina Pisanty e Stefano Levi Della Torre, e in particolare alle critiche di quest’ultimo al suo libro Gaza davanti alla storia (Laterza 2024).

Noi continueremo a parlarne, alla ricerca di un nuovo linguaggio, come auspicava Khoury.

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