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Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana. Aldo Benvenuto

4 Aprile 2025

La selezione di Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (Einaudi 1952) che abbiamo deciso di ripubblicare vuole onorare, a distanza di ottant’anni, il 25 aprile 1945, e anche ricordare, come scrisse Franco Antonicelli nella prefazione, che queste ultime scritture furono anche “l’ultima azione di 112 condannati a morte i quali conclusero la loro parte di lotta nei seicento giorni della Resistenza italiana comunicando ai famigliari o ai compagni un’estrema notizia di sé, un addio, un mandato, un sigillo ideale. Ed è un’azione che ne apre un’altra, che si trasferisce dai morenti ai superstiti, con la sua eccezionale elevatezza morale, con il suo complesso significato politico e storico, col peso stesso, grave, dolente, delle sue sofferenze umane”. In tempi di rinnovata fede nella guerra e nella legge del più forte, queste lettere ci raccontano la Resistenza come la somma di tante, coraggiose scelte di ragazzi e di ragazze, di uomini e di donne capaci di pensare, di scegliere e di agire nonostante vent’anni di dittatura fascista. La loro scelta, le loro voci, ci accompagneranno per l’intero mese di aprile.

Aldo Benvenuto
Di anni 25 – carpentiere in ferro – nato a La Spezia il 19 settembre 1919
Partigiano nelle formazioni GL , prende parte a numerose azioni di guerra ed
in particolare ai combattimenti dell’agosto 1944 e del gennaio 1945 nella zona
di Zeri (Apuania) e dell’ottobre 1944 nella zona di Calice al Cornoviglio
(La Spezia) Catturato il 12 febbraio 1945 durante un rastrellamento operato
da reparti della Divisione «Monterosa», a Pignone (La Spezia) Processato
il 10 aprile 1945 nella caserma del 21° Reggimento Fanteria a La Spezia,
dal Tribunale Speciale delle Brigate Nere Fucilato l ’11 aprile 1945 a
Ponte Graveglia di San Benedetto, con Roberto De Martin, Roberto Fusco,
Dante Gnetti e Paolo Perozzo.

Carissimi Genitori e fratelli,
purtroppo la sorte questa volta mi è stata contraria, ci vuole
pazienza. In questo momento ho fatto la S. Comunione. Perdonatemi
di tutti i dispiaceri che vi ho dato, come io perdono
di cuore a tutti quelli che mi hanno fatto del male.
Più che vi raccomando a voi di farvi coraggio e di far conto
che io sia sempre in mezzo a voi, ché io muoio tranquillo, sereno
e innocente.
Quest’ultima mia tenetela come se fossi io presente, fatevi
coraggio che io me ne faccio abbastanza.
Ricordatemi sempre nelle vostre preghiere. Saluti e bacioni
a tutti voi e parenti.
Mi raccomando di nuovo di farvi coraggio.
Andate a pigliare il cappotto, la cintura, il borsellino e i miei
documenti alle carceri.
Vi prego di consegnare a Maria il mio anello e di tenerlo caro
come mio ricordo.
Ora vi scrivo un biglietto per lei e ditele che lo tenga strettamente.
Di nuovo coraggio e bacioni cari.

Vostro aff.mo Aldo

info@gliasini.it

 

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