BANCAROTTA DELL’UMANO

Intorno a noi leggiamo i sintomi di quello che pare aspettarci: non una vita – spirituale, materiale, culturale, collettiva – come l’abbiamo sin qui sperimentata, come l’abbiamo desiderata e sperata nei nostri sogni politici e sociali diurni e razionali, ma come l’abbiamo temuta nei nostri incubi notturni e paranoici. Tecnocapitalismo, perdita di ogni anelito alla trascendenza, perdita di confine fra realtà e finzione in un postmodernismo della narrazione dove tutto è senza tempo, senza cause, accostabile, in fondo indifferente. L’impressione è che ci sia qualcosa che ha attaccato la nostra radice: che ci divora, ci consuma, ci aliena dalla coscienza del presente e quindi da ogni istinto vitale di rivolta.
Che cos’è l’umano, cosa caratterizza la nostra esistenza collettiva, come stare di fronte al macello dei corpi ad opera delle nostre estensioni tecnologiche e delle nostre troppo umane scelte e volontà? A Vittorio Giacopini, Giancarlo Gaeta ed Emanuele Dattilo abbiamo posto queste domande – da una prospettiva politica, religiosa e culturale – consapevoli che tra la loro “teoria” e la “prassi” di noi asini si debba trovare un rapporto nuovo.
La crisi culturale, la perdita di ogni fondamento metafisico e religioso non deve scoraggiarci a coltivare convinzioni, speranze, risentimenti, rivolte. Ma è falso, oltre che sterile, discettare sulle proprie indignazioni, generalizzare a partire dalle proprie lotte, usare il pensiero per dare al proprio fare un valore di verità. Forse teoria e prassi si possono ritrovare, e riconoscere, solo attraverso una loro estrema divaricazione, solo quando non vogliano più comunicare nei termini di una teoria che dà le istruzioni a una pratica che esegue, solo cambiando sguardo sulle realtà sociali di cui ci occupiamo, considerandole non tanto come occasione di analisi, ma come situazioni umane da cui apprendere e rendere parlanti.
La rovina è spettacolare, ma non vogliamo incantarci a contemplarla, vogliamo mettere qualche puntello o se non altro scappare via. Provare a farlo, teorici e pratici insieme.