primo piano

Alcune riflessioni sul caos creato da Equitalia

di Maurizio Braucci

Equitalia non combatte l’evasione fiscale, è un’agenzia di riscossione, essa non ha strumenti per individuare gli evasori se non l’incarico da parte dello Stato a farli pagare una volta che questo li abbia individuati. Oltretutto, i grossi evasori, una volta stanati dalla Finanza, si accordano direttamente con l’Agenzia delle Entrare. Equitalia si occupa solo dei piccoli evasori (coloro che sono individuati automaticamente e che non pagano per lo più perché non hanno i soldi per farlo) ma Equitalia persegue più di ogni altri i cittadini che devono pagare ammende, spesso relative alla circolazione stradale. Il legame Equitalia-lotta all’evasione è molto blando. In pratica Equitalia sta all’evasione fiscale come una guardia penitenziaria sta alla prevenzione del crimine.
Il suo operato è quello di un’azienda privata che ha individuato un nuovo settore commerciale: quello dell’insolvenza finanziaria. Garantita da leggi parlamentari, apparentemente per interesse pubblico, Equitalia agisce invece secondo la logica neoliberista e si serve dello Stato per vedersi garantiti i suoi profitti. La sua esistenza è diventata un nodo cruciale per la democrazia italiana, il popolo se ne sente oppresso, Equitalia dice di agire in nome della Legge, e allora se è la legge ad opprimere il popolo, nel rispetto della democrazia la legge va cambiate ed Equitalia va chiusa . Ecco tre punti che lo dimostrano.

il libro

Prendere a calci il presente

di Pino Ferraris

L’intervento che pubblichiamo è la sbobinatura (curata da Giacomo Pontremoli) del discorso tenuto da Pino Ferraris alla presentazione del suo libro Ieri e domani. Storia critica del movimento operaio e socialista ed emancipazione dal presente, avvenuta a Roma il 30 settembre 2011, alla “Festa della parola”. 

L’impegno della storiografia per me ha un significato prima di tutto politico. Mi considero un politico in esilio da trent’anni. Ma nonostante questo la maggior parte della mia vita è stata occupata dalla militanza politica. Sono un animale politico e non lo nascondo. E una delle prime considerazioni che faccio e che mi ossessiona è che la perdita della memoria, l’annientamento del passato, significa anche annientamento del futuro. Non c’è possibilità di costruire futuro se non si spreme la memoria, se non la si elabora. L’amnesia, come in parte la nostalgia, afferma la dittatura del presente. Oggi viviamo a tutti gli effetti nella dittatura del presente…

Ieri e domani è la versione, più efficace, che Goffredo Fofi ha dato al titolo che io avevo pensato per il libro: Passato e futuro. Passato e futuro era in origine la proposta che io avevo fatto per il titolo di Parole chiave, la rivista tutt’ora esistente sui “problemi del socialismo”.

L’ispirazione mi venne in opposizione polemica alla rivista di storia contemporanea Passato e presente, dove traspare un elemento di filosofia della storia in cui il presente sembra già contenuto nel passato, mentre il problema mio e credo nostro è quello di affermare la libertà nella storia: libertà condizionata, libertà che può sfuggirci di mano… però il principio di fondo è la libertà nella storia, non un determinismo storico che ci annienta.

appuntamenti

Raccontarsi con le mani

Venerdì  18 maggio 2012 
ore 16.00 
Centro  Territoriale Mammut
Piazza Giovanni Paolo II, Scampia, Napoli.


Mediatè, la Mediateca del Mammut 

è lieta di invitarvi a:  
Raccontarsi con le mani
Laboratorio artigianale di stampa serigrafica 
e realizzazione di un instant book 
a cura di Else, Edizioni Libri Serigrafici E altro

Else è un progetto di editoria e laboratorio serigrafico che vuole dare forma a uno spazio di creatività e produzione artigianale. Propone atelier di stampa serigrafica per la realizzazione di instant books con bambini e genitori, insegnanti ed educatori, giovani e adulti, artisti e illustratori. Else ha pubblicato “Radici” e “Erano come due notti” . 
 
L’incontro è a numero chiuso. Per partecipare è necessario iscriversi  inviando la scheda d’iscrizione, che trovate in allegato, a mammutnapoli@gmail.com entro il 13-14 maggio 
 
per  info

cultura pedagogica

Oltre l’asfissia della pedagogia italiana contemporanea

di Paolo Mottana

La lettera di Luigi Monti mi sollecita a intervenire su questioni, quelle che riguardano il pensiero pedagogico italiano contemporaneo, intorno alle quali, evidentemente, mi trova su posizioni largamente assonanti.

Gli interrogativi allarmati che egli solleva nella sua lettera dura e necessaria sono assolutamente in sintonìa con quanto da tempo mi sforzo di proporre, attraverso libri e iniziative culturali e educative di vario genere.

Il carattere chiuso, inibito e ritardatario della cultura educativa italiana non è certo una novità anche se, nel corso del secolo scorso, ha saputo dare prova, con alcuni suoi ben noti personaggi, di una vitalità talora esemplare, se pensiamo soprattutto ad alcune esperienze eccezionali (dalla Montessori a don Milani, dalla Pizzigoni a Codignola, Borghi, Capitini, Lodi ecc.). È piuttosto sul fronte della cultura istituzionale, universitaria, che il discorso si fa inquietante. Qui occorre purtroppo ricordare quanto il dibattito piuttosto provinciale tra una cultura cattolica certo non particolarmente sensibile alle esigenze educative più innovative e una cultura laica che ha oscillato tra la scoperta del pragmatismo americano e l’arroccamento sulle roccaforti delle filosofie fenomenologico-esistenziali, abbia certo dato frutti talora cospicui ma abbia anche persistito nella sua beata indolenza oltre ogni limite di sopportazione.