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Sul presunto coprifuoco a Scampia e la mobilitazione di Twitter

Con un comunicato stampa il Centro territoriale Mammut, che da anni porta avanti un lavoro di sperimentazione educativa e sociale nel quartiere, risponde alla mobilitazione sul presunto “coprifuoco” di Scampia. Senza programmarlo, il Mammut ha organizzato da tempo in coincidenza della manifestazione “OccupyScampia” (stesso luogo, stessa ora) un laboratorio di formazione per insegnanti e educatori sul tema della didattica della scienza. Due modi diversi di intendere il ruolo della società civile nei processi di liberazione della città e del suo immaginario. (Gli Asini)
del Centro Territoriale Mammut

Il Centro territoriale Mammut  fa parte del Comitato Spazio Pubblico, che ha tra le sue principali finalità quella di liberare lo spazio di tutti, innanzitutto dalla paura e dalla logica securitaria che vede nei luoghi “non privati” il pericolo del nostro tempo. Finalità perseguita con la mediateca, con i laboratori fatti insieme ai bambini, ai ragazzi e ai migranti, con le giornate d’arte, di sport e di vita varia che il Mammut e le altre associazione del territorio organizzano quotidianamente in piazza Giovanni Palo II e in altre strade e vialoni della città.
Per questo è benvenuto chiunque decide di uscire dalle vie virtuali e, anche se per un giorno solo, decide di vivere le vie della sua città a Scampia. Scampia non è di nessuno, tantomeno delle associazioni e dei gruppi che la popolano. E chiunque voglia aggiungersi nel quotidiano avrà la nostra accoglienza.
Invitiamo tuttavia chi ha il “potere” della comunicazione di massa (includendo nella massa anche il popolo di Twitter) a fare molta attenzione, soprattutto in momenti delicati come questi. È fatto noto che nell’area nord di Napoli ci sono giorni di tensione, dovuti ad un assestamento tra i poteri camorristici locali. Ma seminare panico e paura, diffondendo notizie infondate su “coprifuoco” e diktat della camorra, può servire solo ad “occupare” Scampia e Napoli con la paura che nasce dalla menzogna, seminando panico e false illusioni sulla forza della camorra stessa. Affrontare la “questione Scampia” in questo modo denota soprattutto ignoranza rispetto a questo territorio, e ai meccanismi stessi con cui funziona la criminalità organizzata.
Rispettiamo nella maniera più assoluta la buona fede di chi si è aggiunto al popolo della rete, pensando di fare del bene nell’onda mediatica del momento. E condividiamo l’idea che non sia accettabile, in alcun modo, che in nessun quartiere di Napoli, Scampia compresa, le persone debbano avere paura a uscire di casa. A qualsiasi ora del giorno e della notte.
Lo stesso rispetto chiediamo a chi, in buona fede, sta contribuendo alla costruzione mediatica che vuole Scampia divisa in buoni e cattivi, alimentando l’immagine di questo quartiere come quartiere del male. Ripetiamo, la divisione della realtà in buoni e cattivi, non serve ad altro che a una costruzione letteraria e giornalistica, per rendere più interessante le storie da raccontare. Tutto questo non è niente di nuovo, e fino ad oggi non è servito che ad alimentare la spirale di criminalità, miseria, abbandono in cui vive il quartiere.
Ci auguriamo che le belle energie che si sono mobilitate in questi giorni, riescano invece a svincolarsi dall’onda mediatica e dall’entusiasmo del momento, aggiungendosi con discrezione e nel rispetto di chi a Scampia ci vive, a quanto di vivo e forte nel quartiere si muove da anni. Invitiamo tutti a riprendersi strade e piazze di Scampia con il Carnevale del Gridas che si terrà domenica 19 febbraio 2012 (www.felicepignataro.org). E a chi vuole dedicare qualche ora in più, a rinforzare le fila di chi si impegna nelle strade e negli altri spazi del quartiere e della città. Invitiamo ad indignarsi per la chiusura dei tanti progetti che non hanno più fondi e che, inevitabilmente, porterà all’azzeramento dei presidi che sul territorio sono nati in questi anni. Invitiamo tutti ad aggiungersi alle tante richieste di associazioni e cittadini, perché sul territorio possa nascere un’altra economia di vita (unica vera alternativa al sistema camorra), a partire da piccole misure di ripresa degli spazi pubblici del quartiere e dalla condivisione quotidiana delle gioie, delle paure e dell’esistenza di bambini, ragazzi e adulti di Scampia e del resto del mondo.

appuntamenti

I figli di Archimede. Il metodo scientifico nella scuola dell’obbligo

Venerdì 3 febbraio 2012

ore 16.30 – 19.00

Mediatè – La Mediateca del Mammut

è lieta di invitarvi alla presentazione del libro

I figli di Archimede. Il metodo scientifico nella scuola dell’obbligo (Edizioni Spaggiari Junior),

di Oreste Brondo.

La presentazione sarà condotta dall’autore attraverso un seminario laboratoriale con esperimenti e discussioni intorno all’educazione scientifica nella scuola primaria.

Modera la discussione Ciro Minichini (ricercatore in didattica della Fisica).

Centro territoriale Mammut

Piazza Giovanni Paolo II 3/6 – Scampia -Napoli

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Inventare il futuro

di Goffredo Fofi

Lettera aperta per la tavola rotonda Il sociale al tempo della crisi  

Napoli,7 dicembre 2011.

 

Le leggi buone sono in genere il risultato di lotte popolari vaste lunghe irruenti, e vengono conquistate a duro prezzo. Ma oggi, in assenza di grandi movimenti di lotta, almeno per il momento, la democrazia elettorale funziona attraverso l’elezione di “rappresentanti del popolo” che si affermano grazie a varie forme di manipolazione del consenso e varie forme di corruzione, attraverso l’uso e abuso della propaganda mediatica e attraverso il ricorso a complesse e ramificate reti clientelari. Alla generale corruzione del ceto politico (senza dimenticare l’insipienza e le complicità dei piccoli partiti che si dicono di sinistra, di cui ci siamo fidati anche troppo in passato), nella crisi presente le nostre classi dirigenti si sono accorte che occorreva prendere in mano le redini della situazione per evitare i disastri maggiori. In questi giorni, le leggi che verranno varate dal nostro parlamento per reagire alla crisi, sono di tutta evidenza quelle che la classe dirigente si dà per la propria salvezza e per la continuità di un sistema. Queste leggi, si dice, tutti sono chiamati a rispettarle, ma esse non cambiano affatto il vecchio gioco dei “due pesi e due misure”: colpiscono soprattutto chi sta in basso, valgono per chi non ha i mezzi e non conosce le astuzie per evaderle. Non è detto peraltro che siano migliori i “tecnici” dei “politici”, o per meglio dire, come in questi giorni molti per fortuna hanno detto, non è detto che i rappresentanti diretti dei “poteri forti” (per esempio finanza, consorterie consolidate e poco visibili che possiamo anche chiamare massonerie, e gerarchia cattolica) siano meno pericolosi dei “politici”.

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Il sociale al tempo della crisi

Foto di Winston Hearn

di Gli asini

 

 

In sei mesi, da agosto a oggi (dai crolli estivi delle borse, dalle rivolte giovanili in Gran Bretagna, dal cedimento del regime libico fino alla fine del governo Berlusconi e all’insediamento di quello Monti), in Italia, in Europa e in gran parte del mondo ricco e industrializzato le cose non sembrano più poter girare come hanno girato finora. L’accelerazione di un cambiamento temuto e non orientato appare improvviso e ingovernabile. Il concetto di “crisi” e l’accezione esclusivamente finanziaria che ne viene data non definisce il reale stato delle cose. Quello che invece appare evidente a tutti, con cognizione o per percezione cutanea, è che si stanno modificando improvvisamente sotto i nostri occhi i meccanismi di funzionamento della società.

E il lavoro sociale e pedagogico come sarà condizionato dalla crisi, come ne verrà modificato? Come reagiremo noi educatori? Come vi reagiranno le organizzazioni del welfare e del privato sociale per le quali lavoriamo?

Sono queste le domande che hanno iniziato a porsi alcuni gruppi di intervento sociale di cui Gli asini cercano di restituire, organizzare e amplificare le visioni, e che il 7 dicembre scorso si sono incontrati a Napoli, ospiti dal Centro territoriale Mammut, per discutere del Sociale al tempo della crisi .

il libro

Con il cinema non si scherza

Venerdì 13 dicembre presso la libreria Empiria a via Baccina 79 a Roma (nel Rione Monti) si è svolta la presentazione del libro di conversazione Con il cinema non si scherza tra Mario Monicelli e Goffredo Fofi edito dalla Cineteca di Bologna un anno dopo la morte del grande regista.

Hanno partecipato alla presentazione la collaboratrice del regista Anna Antonelli, il critico e direttore de “Lo straniero” Goffredo Fofi e il critico Emiliano Morreale.

Ascolta la registrazione integrale:

Il libro presso il negozio della Cineteca di Bologna.

Il primo numero de “Gli asini” (ultime copie disponibili) con l’intervista a Mario Monicelli sul “giovane nomale”.

Cinema vivo. Quindici registi a confronto   il libro curato da Morreale e Zonta con una nota finale di Mario Monicelli.

Il numero 128 de “Lo straniero” con il ricordo di Monicelli a firma di Goffredo Fofi.