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Una scuola cinese a Prato

di Diletta Caprilli e Sara Paccagnini 

Quando da Pistoia siamo andate a studiare cinese a Bologna, e quando poi siamo partite per Pechino, i meno spiritosi tra i nostri conoscenti reagivano così: “Bastava andare a Prato!” Quella banalità (velata dell’immancabile ironia xenofoba latente o scoperta) ci irritava, ma alla fine hanno avuto ragione: da novembre lavoriamo a Prato in una scuola d’italiano per cinesi, “La città proibita” (nome originale come i ristoranti cinesi che si chiamano sempre “Nihao”). La scuola è privata, esiste dal 2005, ed è probabilmente l’unica a Prato gestita da cinesi. In una città di duecentomila abitanti, i cinesi registrati sono circa il 10%, più un incalcolabile numero di abusivi; sono concentrati per lo più nella “Chinatown” di via Pistoiese, dove si trova anche la nostra scuola, che ha più o meno un centinaio di iscritti. Abbiamo classi dalle quindici alle trenta persone, gli studenti pagano 150 euro al mese per frequentare i corsi, sei ore al giorno dal lunedì al venerdì, e dopo una preparazione di circa quattro mesi sostengono un esame di lingua, per ottenere un certificato di livello A2 necessario per il permesso di soggiorno. I nostri studenti, come quasi tutti i cinesi di Prato, vengono dalla conurbazione di Wenzhou, sulla costa sudorientale della Cina, e l’età varia dai dodici ai trent’anni, con un’età media sui venti e qualche anziano ogni tanto; molti sono in Italia da pochi mesi, alcuni da qualche anno, qualcuno ha frequentato un po’ di scuola in Italia, pochi hanno finito le superiori in Cina; i giovanissimi spesso vengono a scuola come “propedeutica”, prima di entrare alle medie o alle superiori di Prato.

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Volti – due giornate di laboratorio aperto di scultura in argilla a Roma

 

Due giornate di laboratorio di scultura per dare spazio alle voci e ai corpi ma soprattutto ai volti. Il volto che
esprime la nostra prima identità, che si trasforma nel tempo ma che rimane sempre riconoscibile a noi stessi. Il
volto è quello che è, ma è anche quello che l’altro pensa che sia. Ci vogliono prudenza, delicatezza, dolcezza,
pazienza, fiducia, umiltà per non imporre all’altro la forma che noi pensiamo egli possa e debba avere per essere
per noi riconoscibile e accettabile. In altre parole ci vuole un certo tatto perché ciò possa avvenire. Un percorso
alla riscoperta di una sensibilità che sappia conoscere, toccare con equilibrio di pesi, con gesti né troppo delicati
né troppo pesanti, che sappiano riportare alla luce, che sappiano togliere ma anche aggiungere. È cercando e
saggiando questi tocchi e questi gesti che vogliamo concludere questo anno di scuola, attraverso un laboratorio
manuale condotto da un maestro scultore, un maestro di tatto e sensibilità, Marco Danielon, insieme ai ragazzi
di scuola e a chi vorrà venire. Un laboratorio di manipolazione di argilla, ad altezza dei nostri visi, dove in due ci si
premura di ritrovare la forma del volto dell’altro, tu il mio e io il tuo, guardandosi con calma, scrutandosi,
scoprendo dell’altro e facendo scoprire all’altro pieghe e ombre tralasciate, scavando e eliminando il superfluo.
Dove la responsabilità della forma, che è la propria identità, si riveli com’è: una responsabilità condivisa.

Per la partecipazione al laboratorio è previsto un contr ibuto spese per i materiali e la presenza
ad entrambe le giornate, prenotand o ai numeri : 338.6450034 – 333.2108694 oppur e alla mail
contatti@asinitas.org. Per maggior i i nfor mazioni www.asinitas.org; facebook Asinitas Onlus

 

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GIUSTIZIA E PACE AL TEMPO DELLE CRISI

 

I movimenti per la pace devono, infatti, sforzarsi di essere sempre meno costretti ad improvvisare per reagire a singole emergenze, ed attrezzarsi invece a sviluppare idee e proposte forti, capaci di aiutare anche la prevenzione, non solo la cura di crisi e conflitti…
Alex Langer

FORUM NAZIONALE DELLE ORGANIZZAZIONI DELLE RETI E DEI MOVIMENTI DELLA SOCIETÀ CIVILE CHE LAVORANO SUI TEMI DELLA PACE.

PROPOSTE DI PACE
Giustizia e pace al tempo delle crisi

Forum nazionale delle organizzazioni, delle reti e dei movimenti della società civile che lavorano sui temi della pace.
Roma, Porta Futuro, Via Galvani 108, 8-10 giugno 2012

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