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Il mantra del governo sui giovani

di Nicola Villa

Non è lo spread. Non sono la situazione economica, né l’euro, né i (recuperati) rapporti con gli Usa al centro dei pensieri – e delle parole – del governo Monti. Bensì i giovani e il loro futuro. Anche la riforma del lavoro è “nell’ interesse del Paese e dei giovani” (21 marzo), in quello che nei primi mesi del governo è diventato un mantra, una giustificazione e una formula magica. Un mantra che spesso si rivolge contro il primo ministro, e soprattutto quello del lavoro Fornero, in gaffe che rivelano un effettivo scollamento tra società civile e classe dirigente: “Che monotonia il posto fisso. I giovani si abituino a cambiare” (primo febbraio). Del resto qualcosa è cambiato: se le gaffe e i lapsus di Berlusconi erano delle sonde per verificare il grado di accettazione e mutazione culturale, quelle di Monti e della sua squadra segnano la distanza che separa i tecnici dalle preoccupazioni e i sentimenti del Paese.

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Il razzismo in Svezia negli anni novanta

Nell’ambito del festival del libro LibriCome a Roma, sabato scorso Goffredo Fofi ha intervistato il giornalista svedese Gellert Tamas autore di L’uomo laser appena edito da Iperborea. Oltre a essere un grande reportage-racconto sulla figura di un serial-killer, che ha tra i suoi illustri modelli letterari l’A sangue freddo di Truman Capote,  il libro di Tamas è un racconto storico di come è cambiata la Svezia negli anni novanta, la crisi economica e soprattutto l’ondata xenofoba che ha attraversato una delle più importanti società multicurali tra le social-democrazie scandinave.

Qui sotto è possibile ascoltare l’audio integrale dell’incontro:

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Omaggio a H. D. Thoreau

Sabato 10 marzo presso LibriCome, Auditorium di Roma, si è svolto un’omaggio alla figura dello scrittore Henry David Thoreau. Un incontro per approfondire il pensiero di questo fondamentale autore americano che ha legato il suo nome alla disobbedienza civile. A partire da due nuove edizioni: “Un re barbaro” di Stevenson (Edizioni dell’Asino 2012) e “Cape Cod” di Thoreau (Donzelli 2012).

All’incontro sono intervenuti la professoressa di letteratura americana Sara Antonelli, il critco Goffredo Fofi e l’editore Carmine Donzelli.

Ascolta la registrazione audio integrale:

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Conversazione tra Maria Nadotti e Goffredo Fofi

Domenica scorsa (11 marzo), si è svolto a Roma, durante la rassegna LibriCome all’Auditorium, una conversazione tra la giornalista Maria Nadotti e il critico e direttore de “Lo straniero” Goffredo Fofi.  A partire da Prove d’ascolto. Incontri con artisti e saggisti del nostro tempo, il libro delle Edizioni dell’Asino che raccoglie le migliori interviste della Nadotti degli ultimi 30anni, la conversazione si è dipanata a partire da una domanda per nulla scontata: Come si fa un’intervista? Pubblichiamo la registrazione di questo incontro, utile per capire un genere troppo spesso abusato dal giornalismo superficiale. (Gli asini)