primo piano, social network

Twitter depotenziato

di Nicola Villa

Dalla sua creazione, nel (lontano) 2006, Twitter è diventato uno dei social network più popolari al mondo, vivendo dei momenti di entusiasmo e di fortuna che non hanno precedenti nella (breve) storia di internet. Di Twitter si scrive, e si è scritto, molto tessendone le lodi, ma ancora una volta vanno sottolineate alcune caratteristiche uniche alla base del suo funzionamento: 1) è univoco, cioè ogni utente può decidere se seguire l’aggiornamento di altri utenti e non essere seguito, quindi è una rete basata sulla scelta individuale; 2) è essenziale, il limite di 140 caratteri per messaggio rappresenta un punto di forza e non una limitazione perché costringe alla sintesi di informazione e all’utilizzo di link esterni; 3) è democratico poiché attraverso l’uso delle hashtag, le parole chiave con davanti il cancelletto #, ospita flussi di notizie o di temi a cui tutti possono contribuire, orizzontali e non calati dall’alto, certamente caotici e non organizzati. Queste tre caratteristiche hanno reso Twitter il social network delle mobilitazioni per eccellenza, un modo per seguire in diretta lo svolgersi di una campagna, il procedere di una mobilitazione o di un movimento di protesta com’è accaduto per la Primavera araba nel Magreb o per la campagna per l’Acqua pubblica che ha portato al referendum abrogatorio in Italia. Anche se spesso il ruolo di Twitter in campo sociale è sopravvalutato – a discapito di altri media meno famosi e più vecchi ma ancora insuperabili e diffussisimi come la radio – è evidente che Twitter si sta imponendo come un modificatore della comunicazione tradizionale. Se, ad esempio, tra qualche anno scompariranno le agenzie di stampa o i giornalisti preferiranno twittare i loro articoli (magari pubblicati solo sul loro blog a discapito dei giornali), la causa sarà la diffusione e l’uso sempre più capillare di questo social network.

il libro

Il mantra del governo sui giovani

di Nicola Villa

Non è lo spread. Non sono la situazione economica, né l’euro, né i (recuperati) rapporti con gli Usa al centro dei pensieri – e delle parole – del governo Monti. Bensì i giovani e il loro futuro. Anche la riforma del lavoro è “nell’ interesse del Paese e dei giovani” (21 marzo), in quello che nei primi mesi del governo è diventato un mantra, una giustificazione e una formula magica. Un mantra che spesso si rivolge contro il primo ministro, e soprattutto quello del lavoro Fornero, in gaffe che rivelano un effettivo scollamento tra società civile e classe dirigente: “Che monotonia il posto fisso. I giovani si abituino a cambiare” (primo febbraio). Del resto qualcosa è cambiato: se le gaffe e i lapsus di Berlusconi erano delle sonde per verificare il grado di accettazione e mutazione culturale, quelle di Monti e della sua squadra segnano la distanza che separa i tecnici dalle preoccupazioni e i sentimenti del Paese.

materiale audio

Il razzismo in Svezia negli anni novanta

Nell’ambito del festival del libro LibriCome a Roma, sabato scorso Goffredo Fofi ha intervistato il giornalista svedese Gellert Tamas autore di L’uomo laser appena edito da Iperborea. Oltre a essere un grande reportage-racconto sulla figura di un serial-killer, che ha tra i suoi illustri modelli letterari l’A sangue freddo di Truman Capote,  il libro di Tamas è un racconto storico di come è cambiata la Svezia negli anni novanta, la crisi economica e soprattutto l’ondata xenofoba che ha attraversato una delle più importanti società multicurali tra le social-democrazie scandinave.

Qui sotto è possibile ascoltare l’audio integrale dell’incontro:

maestri

Omaggio a H. D. Thoreau

Sabato 10 marzo presso LibriCome, Auditorium di Roma, si è svolto un’omaggio alla figura dello scrittore Henry David Thoreau. Un incontro per approfondire il pensiero di questo fondamentale autore americano che ha legato il suo nome alla disobbedienza civile. A partire da due nuove edizioni: “Un re barbaro” di Stevenson (Edizioni dell’Asino 2012) e “Cape Cod” di Thoreau (Donzelli 2012).

All’incontro sono intervenuti la professoressa di letteratura americana Sara Antonelli, il critco Goffredo Fofi e l’editore Carmine Donzelli.

Ascolta la registrazione audio integrale: