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Il razzismo in Svezia negli anni novanta

Nell’ambito del festival del libro LibriCome a Roma, sabato scorso Goffredo Fofi ha intervistato il giornalista svedese Gellert Tamas autore di L’uomo laser appena edito da Iperborea. Oltre a essere un grande reportage-racconto sulla figura di un serial-killer, che ha tra i suoi illustri modelli letterari l’A sangue freddo di Truman Capote,  il libro di Tamas è un racconto storico di come è cambiata la Svezia negli anni novanta, la crisi economica e soprattutto l’ondata xenofoba che ha attraversato una delle più importanti società multicurali tra le social-democrazie scandinave.

Qui sotto è possibile ascoltare l’audio integrale dell’incontro:

maestri

Omaggio a H. D. Thoreau

Sabato 10 marzo presso LibriCome, Auditorium di Roma, si è svolto un’omaggio alla figura dello scrittore Henry David Thoreau. Un incontro per approfondire il pensiero di questo fondamentale autore americano che ha legato il suo nome alla disobbedienza civile. A partire da due nuove edizioni: “Un re barbaro” di Stevenson (Edizioni dell’Asino 2012) e “Cape Cod” di Thoreau (Donzelli 2012).

All’incontro sono intervenuti la professoressa di letteratura americana Sara Antonelli, il critco Goffredo Fofi e l’editore Carmine Donzelli.

Ascolta la registrazione audio integrale:

appuntamenti, il libro

Conversazione tra Maria Nadotti e Goffredo Fofi

Domenica scorsa (11 marzo), si è svolto a Roma, durante la rassegna LibriCome all’Auditorium, una conversazione tra la giornalista Maria Nadotti e il critico e direttore de “Lo straniero” Goffredo Fofi.  A partire da Prove d’ascolto. Incontri con artisti e saggisti del nostro tempo, il libro delle Edizioni dell’Asino che raccoglie le migliori interviste della Nadotti degli ultimi 30anni, la conversazione si è dipanata a partire da una domanda per nulla scontata: Come si fa un’intervista? Pubblichiamo la registrazione di questo incontro, utile per capire un genere troppo spesso abusato dal giornalismo superficiale. (Gli asini)  

appuntamenti

La scuola salvata dagli indiani

 

Mediateca del Centro Territoriale Mammut Piazza Giovanni Paolo II Napoli – Scampia 

Mercoledì 14 Marzo ore 17.00
Vinicio Ongini, Noi domani. Un viaggio nella scuola multiculturale Edizioni Laterza (2011)

Presentazione del libro condotta dall’autore. Vinicio Ongini lavora all’Ufficio integrazione alunni stranieri del Ministero dell’Istruzione. Per un anno ha visitato le scuole dello Stivale, da Cuneo a Palermo, registrando le fatiche e le capacità inventive e reattive di molte di esse di fronte alla presenza, sempre più massiccia, di bambini e bambine straniere.

Pubblichiamo l’articolo “La scuola salvata dagli indiani” articolo di Ongini apparso sul numero 7.

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di Vinicio Ongini

“Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo, cime ineguali, note a chi è cresciuto tra voi,…addio casa natia…” I ragazzi “stranieri” di seconda generazione, figli di immigrati, hanno letto I promessi sposi, una pagina ciascuno, con i loro  accenti regionali, rumeno romanesco, cinese toscano….. Per “festeggiare” i 150 anni dell’Unità d’Italia, nello spettacolo “I promessi sposi. Questa cittadinanza s’ha da fare !”, organizzato il 16 marzo 2011 a Roma, al Tempio di Adriano, da Save the Children e Rete G2, un’associazione di giovani figli di immigrati. Perché quell’“addio ai
Sul forum della Rete G2 una ragazza milanese di origine  etiope, parlando di sé dice  di sentirsi come una noce di cocco, nera fuori e bianca dentro, continuamente obbligata a dichiarare la propria familiarità a un Paese, il nostro, il suo, che la vede sempre  come straniera. Ma pensare a questi ragazzi solo nella dimensione della fragilità può risultare fuorviante. Vanno piuttosto immaginati come dei grandi equilibristi. Ragazzi che rischiano certamente di cadere ma che possono allo stesso tempo sviluppare straordinarie capacità maturate a partire proprio dalla loro frequentazione di più mondi, dallo loro condizione di incertezza.monti”dell’ottavo capitolo, che ci ricorda la nostra scuola, con i pensieri in tumulto e i sentimenti di Lucia che è costretta a fuggire dal suo paese, attraversando in barca il lago di Como, è lo stesso di tanti ragazzi fuggiti dai monti dell’Afghanistan o dai villaggi dell’India, ha commentato quella sera Eraldo Affinati, scrittore, e insegnante di italiano, alla Città dei ragazzi di Roma, un’istituzione nata nel dopoguerra per ospitare orfani e sciuscià e che oggi accoglie minori stranieri non accompagnati, protagonisti delle nuove rotte dell’immigrazione.