appuntamenti

Volti – due giornate di laboratorio aperto di scultura in argilla a Roma

 

Due giornate di laboratorio di scultura per dare spazio alle voci e ai corpi ma soprattutto ai volti. Il volto che
esprime la nostra prima identità, che si trasforma nel tempo ma che rimane sempre riconoscibile a noi stessi. Il
volto è quello che è, ma è anche quello che l’altro pensa che sia. Ci vogliono prudenza, delicatezza, dolcezza,
pazienza, fiducia, umiltà per non imporre all’altro la forma che noi pensiamo egli possa e debba avere per essere
per noi riconoscibile e accettabile. In altre parole ci vuole un certo tatto perché ciò possa avvenire. Un percorso
alla riscoperta di una sensibilità che sappia conoscere, toccare con equilibrio di pesi, con gesti né troppo delicati
né troppo pesanti, che sappiano riportare alla luce, che sappiano togliere ma anche aggiungere. È cercando e
saggiando questi tocchi e questi gesti che vogliamo concludere questo anno di scuola, attraverso un laboratorio
manuale condotto da un maestro scultore, un maestro di tatto e sensibilità, Marco Danielon, insieme ai ragazzi
di scuola e a chi vorrà venire. Un laboratorio di manipolazione di argilla, ad altezza dei nostri visi, dove in due ci si
premura di ritrovare la forma del volto dell’altro, tu il mio e io il tuo, guardandosi con calma, scrutandosi,
scoprendo dell’altro e facendo scoprire all’altro pieghe e ombre tralasciate, scavando e eliminando il superfluo.
Dove la responsabilità della forma, che è la propria identità, si riveli com’è: una responsabilità condivisa.

Per la partecipazione al laboratorio è previsto un contr ibuto spese per i materiali e la presenza
ad entrambe le giornate, prenotand o ai numeri : 338.6450034 – 333.2108694 oppur e alla mail
contatti@asinitas.org. Per maggior i i nfor mazioni www.asinitas.org; facebook Asinitas Onlus

 

appuntamenti

GIUSTIZIA E PACE AL TEMPO DELLE CRISI

 

I movimenti per la pace devono, infatti, sforzarsi di essere sempre meno costretti ad improvvisare per reagire a singole emergenze, ed attrezzarsi invece a sviluppare idee e proposte forti, capaci di aiutare anche la prevenzione, non solo la cura di crisi e conflitti…
Alex Langer

FORUM NAZIONALE DELLE ORGANIZZAZIONI DELLE RETI E DEI MOVIMENTI DELLA SOCIETÀ CIVILE CHE LAVORANO SUI TEMI DELLA PACE.

PROPOSTE DI PACE
Giustizia e pace al tempo delle crisi

Forum nazionale delle organizzazioni, delle reti e dei movimenti della società civile che lavorano sui temi della pace.
Roma, Porta Futuro, Via Galvani 108, 8-10 giugno 2012

PROGRAMMA

 

il libro, maestri

L’importanza di chiamarsi prete

di Piergiorgio Giacchè

 La vocazione sarà anche, come dicono, una misteriosa chiamata dall’alto, ma senza una precisa risposta dal basso non credo possa funzionare. È legittimo che i credenti se la spieghino come un dono aggiunto al dono della fede, ma poi a forza di doni i miscredenti finiscono per sentirsi felicemente esclusi, e pure quei credenti che preti non sono ne traggono il vantaggio della delega e spesso anche il diritto al giudizio. Chiamarsi prete è invece importante perché coniuga all’attivo e al riflessivo la voce del verbo, e suona come l’affermazione “laica” di un ruolo e di un mestiere che si può finalmente confrontare e comparare con le scelte e le condotte degli altri. Almeno di quegli altri che in fondo fanno un lavoro simile al prete: in senso lato, l’attuale immenso terziario dei consumi culturali e dei servizi sociali che nel passato era tutto “clero” (una classe sociale, ricordate?) e, più in particolare, almeno quella massa di gente e di incarichi più specifici e potremmo dire più spirituali, che hanno a che vedere con l’educazione (già elevazione) degli altri, e dei ragazzi in prima fila.

È stata la lettura di un ennesimo libro su don Milani – Non so se don Lorenzo di Adele Corradi – che mi ha resuscitato questo pensiero. Non mi ricordo altri preti che più di lui si siano chiamati preti in ogni circostanza e in ogni senso: soprattutto in quello del missionario della scuola, intesa non come attività collaterale ma come “l’unica preoccupazione pastorale” di quella che in questo libro si chiama “la teologia di Barbiana”.

appuntamenti

SCATTIVIAMOCI!

Scambi tra esperienze nella scuola attiva

 

Giovedì 14 giugno 2012 ore 9

Centro territoriale Mammut

Piazza Giovanni Paolo II, 3-6

Napoli

 “Dispersione scolastica”: due parole dietro cui nascondere tutti i problemi della scuola. Dispersione scolastica da combattere con un po’ di finanziamenti a pioggia, utili più a creare consenso che a ottenere qualche risultato… Il rapporto insegnanti/alunni (numerico e qualitativo), la mancanza di continuità, le precarie condizioni economiche del personale interno ed esterno, il grado di benessere (per insegnanti e alunni) e i molti altri problemi della scuola non possono essere liquidati con interventi spot fini a se stessi: gli apporti esterni dovrebbero servire a potenziare quanto di buono già c’è all’interno della scuola.