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L’ignobile pianto dei giovani su Steve Jobs

di Goffredo Fofi

Non mi ha colpito in modo diverso il pianto giovanile sul cadavere di Steve Jobs – muoiono anche i “grandi” e i “benefattori dell’umanità”, se Dio vuole e grazie alla Natura e a quell’effetto del Capitale chiamato Cancro, che ha fatto “grande” da noi il losco e longevo Veronesi – di quello senile di qualche anno fa sul cadavere di Gianni Agnelli – che in famiglia aveva avuto, peraltro, qualche esempio dell’effetto del Capitale (in Italia, primariamente della sua Fiat) chiamato Cancro. La stessa incoscienza, la stessa imbecillità. E se allora scandalizzava vedere come i vecchi operai piangessero il loro sfruttatore – effetto del Cancro chiamato Televisione – non scandalizza di meno vedere dei giovani piangere uno degli artefici della loro alienazione dall’intelligenza del mondo e dalla possibilità di essere se stessi, coscienti, ragionanti, capaci di intervenire sul destino che la società degli Steve Jobs ha deciso per loro.

Il paradosso maggiore sarebbe constatare, come è assai probabile, che molti degli stupidi orfanelli di Steve Jobs siano anche molti dei manifestanti di queste settimane contro Wall Street e l’alta finanza manipolatrice e distruttrice – l’un per cento della popolazione mondiale, ha detto una rediviva e sensatissima Klein, che campa alle spalle del 99 per cento.