visioni di infanzie

Lettera dalla città dei bambini

 di Alice Rohrwacher

 Da un anno siamo a Berlino mia figlia ed io, e abbiamo vissuto per sei mesi nel quartiere che tutti qui chiamano “la città dei bambini”, a Prenzlauerberg. Qui, dicono le statistiche, viene registrata la più alta natalità d’Europa. Dicono pure, ridendo, che l’acqua di questo quartiere sia speciale e faccia ingravidare le donne. Il primo giorno dopo il trasloco giravo estasiata per le vie, assieme alla piccola Anita, anche lei rapita dalla situazione, dai colori, dalla quantità di coppie giovani con biciclette, carretti e carrozzine di tutti i tipi.

I bambini, e l’ecologia, sono il punto focale attorno al quale ruota l’intera vita del quartiere: i supermercati sono forniti di appositi spazi gioco e carrelli ridotti e colorati per permettere ai bambini di assumersi le proprie responsabilità, i bar hanno tavolini in miniatura dove da minuscole tazze i bambini possono sorseggiare i loro succhi biologici o perché no, anche brindare con una birra analcolica. Agli angoli delle strade mamme e babbi con minimo tre bambini a testa guardano i figli giocare nei parchi, che hanno tutti qualcosa di selvaggio e pericolosissimo, altro che scivolo e altalena all’italiana. Qui si parla di rocce scoscese, carrucole, pozzi, torri d’innumerevoli piani. Quando mia figlia si è messa a piangere perché non riusciva a saltare giù da una torretta, vergognandomi degli sguardi severi degli altri genitori, dopo averla pregata (dai, su, ce la fanno tutti!) sono andata a prenderla e ho avuto paura, perché mi sono accorta che le pareti erano davvero scoscese e bisognava fare un salto nel vuoto, che neanche io riuscivo fare. Guardavo con meraviglia questi bambini selvaggi e pensavo che noi, che siamo sempre state in campagna e conosciamo i boschi e i fiumi all’aperto, tuttavia non abbiamo la stessa furba agilità.

immigrazione

Quale asilo

di Serena Chiodo 

Il Presidente della Repubblica Napolitano, nel suo messaggio in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, il 20 giugno scorso, si è detto lieto che il mondo politico, e non solo, abbia dato il proprio contributo alle celebrazioni. In effetti, durante la ricorrenza, ciò che non è mancato sono le iniziative: dalle varie associazioni che quotidianamente lavorano per i diritti dei richiedenti asilo, alle agenzie di formazione – scuole, biblioteche, istituti… – passando per enti, fondazioni e istituzioni. Tutti hanno organizzato momenti, incontri, dibattiti, proiezioni. Come è giusto che sia: sono lontana dal voler polemizzare su questo, consapevole dell’importanza strategica di tali momenti per la diffusione di una consapevolezza fondamentale al fine di un reale miglioramento. Ma non senza i dovuti distinguo: non si può mettere sullo stesso piano chi opera sempre e concretamente per un reale cambiamento dello status quo, chi sinceramente cerca di dare il proprio consapevole contributo e chi invece si attiene alle “prescrizioni internazionali”, agli obblighi istituzionali e di facciata, pur potendo fare davvero qualcosa per cambiare la situazione. Ecco, il nodo potrebbe stare tutto qui: più che dare un contributo alle celebrazioni, sarebbe più utile se il mondo politico riuscisse a – leggi “volesse” – dare un contributo politico, reale, per rendere più semplice la vita ai rifugiati.

appuntamenti

Campagna Arance

L’apertura della stagione della raccolta delle arance in Calabria offre spunti di riflessione e azione su le pratiche di consumo e produzione agricole. Argomento fondamentale e primario in molteplici sensi, e anche privilegiato punto prospettico per comprendere e tentare di disinnescare lo sfruttamento, l’oppressione e l’assurdo che dominano nei nostri meccanismi economici.

Alcuni gruppi virtuosi invitano a un incontro sabato 27 ottobre dalle ore 19 al Laboratorio Crash di Bologna dove al racconto di esperienze sul campo si unirà una cena e un concerto conviviali e utili all’autofinanziamento delle attività in cantiere per questo anno.

GasBo, Campi Aperti, Laboratorio Crash!

 Contro lo sfruttamento dei braccianti stranieri in agricoltura, attraverso il consumo critico e  pratiche di azione diretta

 In Calabria riparte la stagione degli agrumi e il “popolo delle arance” di Bologna si prepara a sostenere anche quest’anno il progetto “SOS Rosarno” delle associazioni calabresi EquoSud e Africalabria.

 Acquisteremo le arance, ma ora parliamo di… pomodori… perché siamo convinti che lo sfruttamento dei braccianti stranieri in agricoltura si combatte attraverso il consumo critico, ma anche attraverso pratiche di azione diretta.

 Molti dei braccianti africani che d’inverno raccolgono gli agrumi in Calabria, d’estate diventano raccoglitori di pomodori in Puglia. Pomodori che diventeranno pelati, passata, sughi vengono raccolti a mano, in lunghissime giornate lavorative pagate a cottimo e organizzate da caporali.

 I braccianti abitano in condizioni drammatiche in grossi “ghetti”, cioè baraccopoli isolate nelle campagne, senz’acqua né elettricità.

 Nel più grande di questi ghetti, il “Grand Ghetto”, tra Foggia e San Severo, la scorsa estate varie realtà hanno realizzato un intervento importante e utile, con l’intento di rompere la segregazione nella quale vivono i braccianti africani e che è una delle cause principali del loro sfruttamento lavorativo. Per due mesi e mezzo sono state realizzate una scuola di italiano, una ciclofficina, un laboratorio radiofonico (“Radio Ghetto Voci Libere”) e altre attività.

 Alcuni dei braccianti e degli attivisti che quest’estate erano al Ghetto racconteranno quella realtà e quell’esperienza.

appuntamenti

Arca Puccini. Musica per combinazione. Freaks 2012

 

Oggi inizia la quinta edizione di Arca Puccini a Pistoia.

Questo il programma completo: http://www.nevrosi.org/arcapuccini2012/

Qua sotto invece lo “Scenario” introduttivo.

Il motore immaginario della quinta edizione di “Arca Puccini” è uno degli intrecci possibili tra il filmFreaks (1932) di Tod Browning, classico del cinema statunitense d’avanguardia, e La gioventù assurda (Growing Up Absurd), pionieristico saggio di Paul Goodman concentrato sui problemi dei giovani e sugli ostacoli alla loro crescita nel sistema organizzato.

I giovani freaks oggi non sono da scrutare come fenomeni da baraccone, bensì da incontrare, frequentare come creature attraversate da una diversità lacerante. Le basi di questa idea sono le medesime che stiamo portando avanti con il lavoro dell’associazione Arcobaleno in Casa in Piazzetta, dove nel corso dell’ultimo anno si è sviluppato, tra gli altri, il progetto di una sala prove popolare, oggi assiduamente frequentata da suonatori adolescenti di variegate estrazioni, attitudini e desideri: alcuni di essi saranno i protagonisti del “piano-sequenza” di concerti in programma domenica 28 ottobre.

Proseguendo nel solco tracciato negli anni, e ancor più quest’anno insistendo sulle relazioni e sulla partnership tra enti diversi, cerchiamo di tessere una rete quanto più salda e ampia tra gli Istituti Raggruppati, l’amministrazione cittadina e le altre realtà territoriali impegnate nel dibattito sociale e culturale. Non per caso quest’anno abbiamo scelto di coinvolgere esplicitamente soggetti impegnati nella produzione e nella ricerca teatrale come l’Associazione teatrale pistoiese, il centro culturale “Il Funaro”, il teatro Moderno di Agliana, il gruppo Abythos di Pistoia, ricevendo ospitalità nei luoghi in cui costoro, quotidianamente, portano avanti il proprio lavoro.

 

Arca Puccini è realizzato da
Istituti Raggruppati
con il patrocinio del Comune di Pistoia
con il sostegno dell’Associazione Arcobaleno
in collaborazione con Associazione teatrale pistoiese, il Funaro, Il Moderno – Agliana, Abythos
a cura di nevrosi

visioni di infanzie

Pro o contro l’Omnitrix

di Damiano Pergolis

 

Ben 10 è il protagonista di un cartone animato americano che oggi spopola tra i bambini e i ragazzini di mezzo mondo, essendo diffuso in oltre 178 paesi. A settembre di quest’anno è previsto l’inizio della quarta serie del cartone. Ben Tennyson, nella prima serie, è un bambino di dieci anni, che parte per le vacanze estive in camper con il nonno e con l’antipatica cugina Gwen. Di Ben non sappiamo nulla se non che vorrebbe aiutare i compagni più deboli, difendendoli, ma senza successo, dai bulli della scuola. Ma le cose cambiano nel momento in cui Ben trova un orologio caduto dallo spazio, che sappiamo essere stato messo in salvo sulla terra per evitare che finisse nelle mani di un cattivone intergalattico con i tentacoli sulla faccia. L’orologio si allaccia al polso di Ben che non riesce più a toglierlo. Nel tentativo di liberarsi il polso, Ben attiva accidentalmente l’orologio (il cui nome scopriremo essere Omnitrix, l’oggetto più potente delle galassie) che lo trasforma in un mostro fiammeggiante. Da quel momento, e senza alcuna titubanza o il minimo stupore, Ben diventa un supereroe: l’Omnitrix  gli permette di trasformarsi in dieci alieni differenti, con diversi aspetti e poteri. Grazie a essi Ben difende la terra da una lunga serie di nemici spaziali, affiancato dal nonno Max – che si scopre essere parte di una organizzazione per la difesa della terra dagli alieni cattivi – e dalla cugina Gwen, la quale nel corso della serie acquisirà dei poteri magici.  

Ben 10 si inserisce in quel filone di cartoni animati caratterizzati da una grande varietà di personaggi fantastici, ognuno con aspetto e poteri differenti. Altri esempi sono i giapponesi Pokemon, o gli italo-francesi  Gormiti. Questi ultimi, nati inizialmente come pupazzetti di plastica dura da collezionare, in seguito hanno avuto una serie animata dedicata, oltre a tutta la gadgettistica possibile ed immaginabile. Sia i Gormiti che Ben 10, sono diventati anche  spettacoli teatrali. Questa formula collaudata caratterizzata da una vasta gamma di personaggi mostruosi, zoomorfici o robotici, permette appunto di contornare le serie animate di decine di prodotti, aprendo, un mercato anche nella logica del collezionismo, oltre, naturalmente,  a un bel numero di videogiochi e materiale scolastico e di ogni altro tipo.

Su Youtube si possono trovare  video inseriti da bambini, che mostrano i loro giocattoli di Ben 10 e ne spiegano il funzionamento. Ce ne sono a decine e hanno il tono serioso dei tutorial degli adulti.