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Il sociale al tempo della crisi

Foto di Winston Hearn

di Gli asini

 

 

In sei mesi, da agosto a oggi (dai crolli estivi delle borse, dalle rivolte giovanili in Gran Bretagna, dal cedimento del regime libico fino alla fine del governo Berlusconi e all’insediamento di quello Monti), in Italia, in Europa e in gran parte del mondo ricco e industrializzato le cose non sembrano più poter girare come hanno girato finora. L’accelerazione di un cambiamento temuto e non orientato appare improvviso e ingovernabile. Il concetto di “crisi” e l’accezione esclusivamente finanziaria che ne viene data non definisce il reale stato delle cose. Quello che invece appare evidente a tutti, con cognizione o per percezione cutanea, è che si stanno modificando improvvisamente sotto i nostri occhi i meccanismi di funzionamento della società.

E il lavoro sociale e pedagogico come sarà condizionato dalla crisi, come ne verrà modificato? Come reagiremo noi educatori? Come vi reagiranno le organizzazioni del welfare e del privato sociale per le quali lavoriamo?

Sono queste le domande che hanno iniziato a porsi alcuni gruppi di intervento sociale di cui Gli asini cercano di restituire, organizzare e amplificare le visioni, e che il 7 dicembre scorso si sono incontrati a Napoli, ospiti dal Centro territoriale Mammut, per discutere del Sociale al tempo della crisi .