i doveri dell'ospitalità

Le nostre copertine

di Rufus Segar

 

Non avendo fatto niente per l’interno di questa rivista dal numero 6 in poi, ho pensato che fosse giunto il momento di scrivere qualcosa su quello che è accaduto sul suo esterno.

Il modo in cui la rivista viene messa insieme è comico, terribile, troppo sgangherato per un giornale del dissenso. I testi vengono assemblati dal direttore e spediti a un compositore tipografico a Stepney. Le prove di stampa sono fatte a Putney. Le matrici delle parti interne sono prodotte a Whitechapel. La fotografia della copertina è fatta a St.James’s e poi mandata a una litografia di Clerckenwell. Il clichè viene mandato a uno stampatore a Bishopsgate che stampa le copertine. Le parti interne e le copertine vengono messe insieme e portate da un rilegatore a Fulham che piega gli interni, cuce le copertine e rifila le copie. Le riviste vengono portate a Whitechapel per la spedizione. A volte voi ricevete la vostra rivista in ritardo.

Il processo è “vittoriano”, una produzione industriale su piccola scala. La composizione tipografica, la produzione dei clichè, la stampa, la rilegatura e la spedizione sono pagate. Il resto è fuori dall’economia del denaro. La scrittura, la redazione, il disegno e la distribuzione sono gratis. Non c’è da essere riconoscenti, considerate le motivazioni delle persone coinvolte.

Posso parlare solo per me stesso. Faccio la maggior parte delle copertine, con notevole autonomia e indipendenza, e in splendido isolamento. Il direttore mi manda il tema del numero; a volte con una spiegazione, a volte con un ritaglio o un’immagine possibile, spesso solo con un indice. Da questo punto in poi, ciò che vedete sull’esterno della rivista è mia responsabilità. Le copertine sono un sottoprodotto del mestiere che faccio, si adattano al mio variabile carico di lavoro e la quantità di tempo e di ingegno che gli viene dedicata è estremamente incostante. Ma questo non ha molto a che vedere con la loro qualità. Alcune copertine fatte di fretta hanno avuto una certa risonanza, altre molto più elaborate sono state un disastro. Le copertine sono la registrazione della mia reazione ad “Anarchy” con un mese di anticipo sull’uscita del numero e senza il beneficio della sua lettura. Col senno di poi, un numero su quattro mi entusiasma, uno lo leggiucchio appena, altri due mi sembrano illeggibili. Questa reazione è incostante come le copertine fatte: una apprezzabile, una così così, due semplicemente tirate via.

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Anarchismo buddhista

di Gary Snyder

 

Il buddhismo sostiene che l’universo e tutte le creature che lo abitano sono in uno stato intrinseco di saggezza, amore e compassione totale, agiscono naturalmente e in reciproca interdipendenza. Il senso di essere “buddhisti” – o poeti, o qualsiasi altra cosa del genere – è di praticare uno stile di vita che possa portare alla realizzazione personale di questo stato originario, che non può darsi da solo e per sé soli – perché non può realizzarsi pienamente se non abbandonandolo e dandolo a tutti gli altri.

Nella visione buddhista, ciò che impedisce il semplice manifestarsi di questo stato naturale è l’ignoranza, alimentata dalla paura e dalla brama. Storicamente, i filosofi buddhisti non hanno indagato a sufficienza quanto l’ignoranza e sofferenza umana siano prodotte o incoraggiate da fattori sociali, sostenendo generalmente che paura e brama sono aspetti connaturati alla condizione umana. Di conseguenza, la filosofia buddhista si rivolge all’epistemologia e alla “psicologia”, e non presta attenzione alle problematiche storiche o sociologiche. Sebbene il buddhismo Mahayana abbia una visione grandiosa della salvezza universale e della compassione infinita, il risultato effettivo conseguito dal buddhismo è lo sviluppo di sistemi pratici di meditazione finalizzati a liberare gli individui dai loro blocchi psicologici e condizionamenti culturali. Il buddhismo istituzionale è stato piuttosto disponibile ad accettare e sostenere le diseguaglianze e tirannie di qualsiasi sistema politico sotto il quale si sia venuto a trovare. Ciò significa la morte del buddhismo, perché è la morte della compassione. Una saggezza senza compassione non può provare dolore.

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L’eclissi della donna

di Dora Russell

(…) Mi è sempre sembrato che la sfida che le donne affrontano nel mondo moderno sia qualcosa di più profondo della lotta per i diritti politici o economici. Qui stiamo discutendo dell’intrusione dello Stato nelle nostre vite private – con qualche beneficio per le persone, come dobbiamo ammettere. Ma cos’è effettivamente questo Stato, al quale ci affidiamo sempre di più come fosse il padre e la madre dei suoi cittadini? È meccanico, burocratico, amante del potere, sadico, guerrafondaio, repressivo. Per sua stessa natura, storia e principi, non può affrontare costruttivamente i problemi umani. È fondato sul principio di mantenere l’ordine con la forza al suo interno, e con la forza aggredire i nemici all’esterno. Secondo questo principio cerca per esempio di affrontare la criminalità e la delinquenza giovanile aumentando notevolmente la retribuzione della polizia, mentre insulta e sottopaga gli insegnanti e gli infermieri. Il suo atteggiamento tradizionale negli affari esteri è una tragedia sulla quale non vale la pena di soffermarsi.

In definitiva, è con questa macchina diabolica dello Stato industriale che le donne sono state impegnate a combattere da quando hanno voluto emanciparsi. All’inizio confuse, hanno premuto per il voto. Ma gli eventi le hanno rese consapevoli che se non emergono dalle loro cucine, lussuose o anguste che siano, per chiedere molto di più, non solo le loro famiglie ma tutta l’umanità sarà in grave pericolo.

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Ragazze

di Harriet Ward

 

“Le dispiacerebbe? Stanza 43, una classe mista. Siamo arrivati a questo punto del programma…”. Cosa importa a che punto sono arrivati? Non so niente – ho la bocca secca – le mie ginocchia tremano. Ingiusto! Ingiusto! Ma eccoli seduti, attenti, e l’orologio ha due ore da girare intorno fino al momento del mio rilascio. Stranamente mi ritrovo a parlare, scrivere con il gesso sulla lavagna, comportarmi come un’insegnante… Loro fanno domande – Io so le risposte! Io faccio le domande – loro sanno le risposte! È interesse vero, con occhi svegli, seconda fila dal fondo? Già le cinque del pomeriggio e non solo sono sopravvissuta, ma mi è piaciuto.

Nel frattempo le mie ambizioni e la mia coscienza si sono affinate osservando gli altri insegnanti. Ci sono lezioni buone e non-tanto-buone, ma ogni insegnante qui sembra aver colto il germe che ho sentito fluttuare nell’aria dell’aula professori – entusiasmo, premura – chiamalo come vuoi… Io penso sia dedizione. La loro motivazione è genuina, la loro preparazione evidente, il loro sforzo generoso -in breve, hanno davvero a cuore gli studenti e provano a fare del loro meglio per insegnare bene.

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A Summerhill scuola antiautoritaria

di Alexander S. Neill

Ritengo che lo scopo della vita sia la felicità, ed essere felici significa provare interesse per qualcosa. L’educazione dovrebbe preparare alla vita. In ciò la nostra cultura non ha avuto successo. La nostra educazione, la politica, l’economia, portano alla guerra. Le nostre medicine non hanno vinto le malattie, la religione non ha abolito i furti o l’usura. L’opinione pubblica si vanta tanto del suo umanitarismo e, ciononostante, approva ancora il barbaro sport della caccia. I progressi sono limitati alla tecnica: sono progressi nel campo delia radio, della televisione, della elettronica, dell’aeronautica. Il nuovo mondo è minacciato dalle guerre poiché la coscienza sociale è ancora primitiva.

Se oggi volessimo porci delle domande, eccone alcune cui è difficile rispondere. Perché l’uomo sembra essere soggetto a un maggior numero di malattie che non le bestie? Perché l’uomo odia e uccide in guerra mentre gli animali non lo fanno? Perché i casi di cancro aumentano? Perché ci sono tanti suicidi? Perché ci sono tanti delitti sessuali? Qual è la ragione di quella forma d’odio che è l’antisemitismo? Perché si odiano e si linciano i neri? Perché tante calunnie e tanto rancore? Perché il sesso è considerato osceno ed è oggetto di battute lascive? Che cosa rende i figli illeggittimi una disgrazia sociale? Perché la religione ha, nel tempo, perduto la sua carica originaria di amore, speranza e carità? Ci potremmo porre migliaia di perché sul nostro tanto vantato livello di civiltà.