appuntamenti

Mille scuole aperte per una società aperta

 

Incontro nazionale SaltaMuri
Campagna “Mille scuole aperte per una società aperta”

La giornata di incontro si terrà il 24 novembre 2018, dalle 9.00 alle 17.00, presso la facoltà di psicologia dell’Università la Sapienza di Roma.

Programma

9.00 Registrazione

9.30 Apertura

  • Giancarlo Cavinato, portavoce Tavolo SaltaMuri;
  • Franco Lorenzoni, per la Campagna “Mille scuole aperte per una società aperta”

10.00 Quali diritti per quale società – Luigi Manconi;

10.40 Cinque scuole si raccontano;

12.00 Lavori di gruppo: esperienze, percorsi, proposte per contrastare le povertà educative e sviluppare conoscenza e convivenza

  • Raccontare e ragionare sulle migrazioni;
  • La distribuzione ineguale di ricchezza e povertà intorno al Mediterraneo e nel mondo;
  • Diritti umani e cittadinanza nella storia e oggi;
  • Educare alla parola: destrutturare stereotipi, ampliare la rappresentazione;
  • Libri, albi e materiali multimediali per promuovere ricerche;

13.00 La Rete delle reti: esposizioni di sperimentazioni interculturali e di inclusione;

14.00 Lavori di gruppo;

16.00 Dibattito e conclusioni.

Modalità di iscrizione

È necessario compilare il modulo online entro il 20 novembre 2018 cliccando qui.

L’iniziativa, essendo organizzata da soggetto qualificato per l’aggiornamento (DM 08.06.2005 e Direttiva MIUR 170/2016), è automaticamente autorizzata ai sensi degli artt. 64 e 67 CCNL 2006/2009 del Comparto Scuola, con esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi. È altresì valida per l’aggiornamento dei dirigenti scolastici ai sensi dell’art. 21 del CCNL 2002 – 2005 dell’Area V e prevede l’autorizzazione alla partecipazione in orario di servizio.

appuntamenti

Mutualismo. Pratiche, conflitto, autogestione

 

 

Mutualismo. Pratiche, conflitto, autogestione.

Roma, 7 – 8 Aprile, via della Stazione Tuscolana 82 (Scup)

Promuovono l’iniziativa
FuoriMercato – Autogestione in movimento, Edizioni Alegre, Rivista “Gli Asini”, Scup, Communia Roma

 

Nel 2018 la crisi economica compirà dieci anni: una crisi che dovremmo forse smettere di chiamare tale, e prendere atto della continuità con cui in questi anni sono state portate avanti le politiche neoliberiste che l’avevano prodotta. Politiche che hanno portato e portano ancora ad un aumento delle disuguaglianze sociali, alla precarizzazione del lavoro, alle devastazioni ambientali, al crescere dell’intolleranza e del razzismo verso i migranti, alla dismissione del welfare state: processi che difficilmente subiranno un’inversione, anche qualora la crisi dovesse finire e dovesse “ripartire l’economia”.

In questi anni, però, in Italia è successo anche altro. In mezzo a una crisi – questa sì – di molti dei tradizionali soggetti (istituzionali e non) della sinistra, sono nate e cresciute esperienze e movimenti che hanno messo al centro della propria pratica politica il mutualismo, l’autogestione, la cooperazione (quella vera). Oggi riconosciamo pratiche mutualistiche nei movimenti contadini, nelle fabbriche occupate, in alcune esperienze cooperative tra e con i migranti, nella solidarietà attiva con le zone terremotate o in seguito ad altre emergenze, nei movimenti contro la violenza di genere, nella riappropriazione e custodia dei beni comuni, nel consumo critico, nelle esperienze di alcuni centri sociali. Come nei primi movimenti operai e socialisti, il mutualismo sembra una chiave per rispondere ai bisogni immediati, per ricostruire legami sociali, per “praticare l’alternativa” (anche se su piccola scala), per elaborare rivendicazioni più ampie. Per costruire, in definitiva, la società diversa e più giusta nella quale desideriamo vivere.

A questi movimenti, a queste esperienze, proponiamo un incontro il più ampio possibile, che si ponga i seguenti obiettivi:

appuntamenti

Bologna e le politiche dell’accoglienza

Nel corso di un anno che ha visto il susseguirsi del decreto Minniti, del codice etico per le ONG coinvolte nei salvataggi nel mediterraneo e degli accordi con paesi terzi e d’origine, il cui risultato ricercato è stata la drastica riduzione degli arrivi, il mondo dell’accoglienza a Bologna è stato investito da profonde trasformazioni. A partire da quella che ormai viene definita dagli stessi addetti ai lavori “sprarizzazzione”: la conversione delle strutture di accoglienza per richiedenti asilo CAS in centri SPRAR. Questo processo prevede la progressiva trasformazione di tutte le strutture d’accoglienza nel sistema SPRAR, servizio nazionale istituito dal Ministero dell’Interno ed affidato alla gestione degli enti locali.

La chiamano “Sprarizzazione”, ma in cosa consiste concretamente? Che conseguenze ha nelle pratiche quotidiane di accoglienza? Come cambiano il ruolo e le condizioni lavorative delle operatici e degli operatori?

 

appuntamenti

Dentro al disordine (con la testa e le mani)

illustrazione di Gabriella Giandelli

Dentro al disordine delle politiche e delle pratiche della cosiddetta accoglienza tutto rischia di capovolgersi: i vizi tendono a diventare virtù e le virtù vizi. La relazione educativa si trasforma spesso in paternalismo e vittimizzazione, lo slancio etico in moralismo, il lavoro di cura in un sistema infantilizzante di premi e punizioni. Di contro, la spinta vitale degli immigrati scivola verso la rassegnazione, l’indolenza, il lamento e la recriminazione. Tutti tratti tipici dei processi di istituzionalizzazione.

Anche per questo segnaliamo la scuola per operatori dell’accoglienza avviata lo scorso ottobre dalla “Fondazione Villa Emma” di Nonantola (Modena) a cui partecipano anche diversi collaboratori de “Gli asini”. La scuola prosegue il 16 e 17 dicembre prossimi una formazione residenziale sui temi della relazione educativa e sulla costruzione di una lingua che liberi. Due giorni per riflettere in maniera laboratoriale, attraverso un primo avvicinamento alla stampa serigrafica, una tecnica che può essere facilmente utilizzata in contesti educativi di diverso tipo: dentro e fuori la scuola, nelle scuole di italiano per stranieri, nei centri di accoglienza, con adulti e con bambini, nei centri di aggregazione giovanile, nei percorsi scout, ecc. Due giorni in cui la testa rifletterà a partire dal lavoro delle mani, nel solco della tradizione dell’attivismo democratico inaugurato da Dewey, Freinet, Ciari e la cooperazione educativa del dopoguerra.

 

Nonantola (Mo), 16-17 dicembre

Dentro al disordine

(con la testa e le mani)

Un laboratorio a cura di Else edizioni (Roma) e associazione Asnada (Milano)

 

La carta, i pigmenti, i telai, l’incisione, la rilegatura, ma anche scrivere, raccontare, costruire una lingua comune che liberi e che metta a nudo le pratiche di controllo e di istituzionalizzazione che spesso mettiamo in atto nel lavoro con i migranti: attraverso la tecnica della stampa serigrafica, rifletteremo sulla relazione educativa e sull’apprendimento della lingua nei contesti dell’accoglienza a profughi e richiedenti asilo.

Per informazioni e iscrizioni: formazione@fondazionevillaemma.org