Fare il sindaco a Cerveteri, Lazio

di Alessio Pascucci

incontro con Sara Nunzi

murale di Alice Pasquini

Questo articolo è stato pubblicato sul numero 58-59 de “Gli asini”: acquistaloabbonati o fai una donazione per sostenere la rivista.

Sono sindaco di Cerveteri eletto e sono stato eletto in una coalizione civica la prima volta nel 2012 e poi rieletto, sempre in una coalizione civica, nel 2017. A oggi all’opposizione ho tutto l’arco costituzionale dal Pd ai Cinque Stelle. Da un paio d’anni sono presidente della Commissione bilancio dell’area metropolitana di Roma, anche se Consigliere dell’opposizione. Faccio politica da sempre, e sempre nel cinismo, io sono un uomo di sinistra ma non mi sono mai tesserato con nessun partito. Alcuni anni fa insieme ad altri amministratori italiani ho fondato la rete Italia in Comune, con l’obiettivo di mettere a sistema le buone pratiche e le delibere, affinché i sindaci potessero copiarsi a vicenda le buone soluzioni applicate nelle proprie città. Ho cominciato a girare l’Italia e mi sono accorto che non ero l’unico sindaco a sentirsi solo e abbandonato, ma che eravamo tanti… il 15 aprile abbiamo deciso di trasformare questa rete in un partito con lo stesso nome, insieme a me – tra i tanti – ci sono Damiano Colletta, sindaco di Latina, e Federico Pizzarotti, sindaco di Parma.

Stiamo crescendo quotidianamente, siamo tanti amministratori e tanti cittadini, e siamo presenti in quasi tutte le regioni, in Puglia, per esempio, siamo così avanti che a metà novembre è in programma il congresso regionale.

 

Hai accennato al senso di abbandono e solitudine che spesso pervade le attività di non pochi sindaci italiani.

Gli amministratori locali, i sindaci in primo luogo, hanno la responsabilità della loro comunità sulle proprie spalle, sono i primi bersagli dei governi che danno loro sempre nuovi incarichi. Negli ultimi 15 anni sono stati tagliati agli enti locali circa 40 miliardi di euro; siamo nelle condizioni di non poter mantenere gli impegni che prendiamo con i cittadini per colpa dei governi che ci tolgono le risorse e non ci fanno far bene il nostro mestiere. Le responsabilità aumentano, le risorse vengono tagliate, c’è il rischio di ritrovarsi in una condizione di immobilismo forzato.

 

Dopo l’arresto di Mimmo Lucano è passato il messaggio che oggi, in Italia, fare solidarietà è un reato e che per mettere in pratica il valore dell’accoglienza bisogna per forza fare disobbedienza civile. Tu ti sei autodenunciato…

Siamo sindaci e giuriamo sulla Costituzione, questo significa che i concetti espressi nella Costituzione sono i nostri, l’art. 3 dice che noi dobbiamo dare a tutti gli stessi diritti. In Italia, oggi, non è più così, i diritti non sono per tutti, non si danno a tutti. Prima che venisse approvata la legge Cirinnà io mi sono sentito in obbligo di registrare i matrimoni contratti da persone dello stesso sesso all’estero anche se la legge non lo consentiva, questa è disobbedienza civile ma non è reato; ho dato la cittadinanza onoraria a tutti i bimbi stranieri nati in Italia e residenti a Cerveteri anche se non abbiamo ancora una legge sullo ius soli, questa è disobbedienza civile ma non è reato; qualche giorno fa ho registrato tre bambini nati da coppie omogenitoriali e che fino a oggi possono avere il riconoscimento solo di uno dei due genitori, si tratta di due coppie di donne, io ho deciso di registrare anche il riconoscimento dell’altro membro della coppia, dell’altra mamma, quella non naturale. Questa è disobbedienza civile, ma non è reato. Credo che sia nostro dovere cercare a volte di trovare lo Stato anche dove lo Stato non arriva. Per quanto riguarda il caso Riace… Premetto che si è fatta un pò di confusione sulla mia autodenuncia. Non avendo io commesso apparentemente nessun reato non sono potuto andare dall’autorità giudiziaria a denunciarmi… Su Mimmo Lucano c’è un’indagine che riguarda il suo modo di accogliere, ha ricevuto la misura cautelare degli arresti domiciliari prima che il processo terminasse; pur non essendo uomo di legge non mi sembrava fosse uno in procinto di scappare, né tanto meno di inquinare le prove… Una cosa scandalosa che dovrebbe portare a un’insurrezione nazionale, sono contento che tanti altri sindaci importanti come Luigi De Magistris a Napoli o Beppe Sala a Milano abbiano deciso di dare un segnale che fa più clamore del mio… È assurdo che il Primo ministro (ops, un lapsus!), il ministro dell’Interno, faccia pubblicamente dei post e delle dichiarazioni contro Mimmo e che festeggi perché viene tolta la libertà a un cittadino. Viviamo in una nazione in cui nella Costituzione c’è scritto che fino al terzo grado di giudizio si è innocenti, il decreto Salvini sta cercando di stravolgerla prevedendo che in caso di condanne in primo grado possano essere prese delle misure nei confronti dei migranti… È assolutamente vergognoso che il nostro ministro dell’Interno si comporti come un partigiano di partito, uso partigiano che per me è una parola di grande valore nei confronti di una persona che di valore ne ha ben poco: uno che parteggia per una parte piuttosto che per l’altra non può essere il Ministro di tutti.

Hai dichiarato che Mimmo Lucano è stato una vittima sacrificale sull’altare del salvinismo…

Detta così è più bella di come l’ho detta io… e sono anche contento… quando le cose funzionano, l’accoglienza Sprar funziona, l’accoglienza di Mimmo Lucano funziona e i tanti esempi di accoglienza e integrazione in Italia funzionano, si mettono in discussione le bugie che sentiamo tutti i giorni; Salvini sostiene che siamo invasi, mentre non lo siamo per niente… anzi con la politica di Minniti, non certo con quella di Matteo Salvini, gli sbarchi nella nostra nazione sono diminuiti drasticamente; e ora, da esseri umani prima che da italiani, dobbiamo chiederci se dobbiamo essere felici che gli sbarchi siano diminuiti, le morti nel Mediterraneo siano aumentate e il numero delle persone nelle carceri libiche siano quadruplicate… be’, ecco, io non sono felice, dobbiamo sapere che la nostra politica di accoglienza e di protezione delle coste è tale per cui il nostro Mediterraneo diventa un cimitero sempre più ampio e profondo. Direi che siamo sbagliando qualcosa e detto questo, il fatto che gli sbarchi siano diminuiti – mi sembra dell’80% – e il fatto che Salvini ci dica che dobbiamo preoccuparci dell’invasione sono due realtà che non possono assolutamente convivere. Una delle due è menzogna. Mimmo Lucano dimostra non solo la bugia di Salvini nei numeri ma anche la sua menzogna nell’attuazione, perché Riace cammina grazie all’integrazione.

 

In questo momento in Italia fare solidarietà è effettivamente un reato? Chi accoglie viene trattato come uno che commette un reato?

Io credo che chi gestisce una comunità chesia un quartiere, una casa, una città o una nazione non dovrebbe mai soffiare sull’odio, e che, quando c’è la crisi economica, l’odio esplode più facilmente. Quello che stanno facendo Orbán, Trump, Salvini e Bolsonaro è fomentare le masse. L’odio genera odio e “chi semina vento raccoglie tempesta”. Questi personaggi stanno facendo esattamente il contrario di quello che dovrebbero fare per difendere le nostre comunità, che andrebbero riunite e consolidate e non messe l’una contro l’altra… La Lega prima diceva che quelli del Sud rubavano tutto, poi si è dimostrato che era la Lega stessa a rubare, e peraltro i loro debiti possono essere dilazionati. Ai miei cittadini italiani, italianissimi, io non posso dilazionare i debiti in 80 anni! Non credo che la Lega stia lavorando per gli italiani, ma per gli interessi di casa loro, interessi personali. E mi sembra che anche nelle nomine che stanno proponendo in queste settimane insieme ai “duri e puri” dei Cinque Stelle si stiano seguendo logiche spartitorie da Prima Repubblica e che questi personaggi, che hanno predicato molto, si sono subito adagiati comodamente nello schifo che avevano sempre deprecato.

 

Come si fa a fare il sindaco oggi, avendo scarse risorse economiche, poca libertà e limitato potere decisionale?

Il mio comune ha 40mila abitanti, che d’estate diventano circa 150mila, il territorio è più esteso del comune di Napoli e Torino, e purtroppo è quasi tutto urbanizzato. Ha pochissimi dipendenti, e lo Stato non consente nessun rinnovamento. Risorse economiche ridotte e le leggi che mi hanno impedito di spenderle anche quando le avevo. Questo il quadro. Non è che ce lo dice il dottore di fare i sindaci! Ci siamo candidati e abbiamo chiesto il voto, quindi non ci possiamo lamentare, però mi scoccia vedere che i nostri governi, con Renzi ma soprattutto col governo attuale, continuino a produrre deficit e prendano impegni sulle spalle e sul futuro nostro e delle generazioni a venire, e invece ai Comuni non è consentito sforare di un euro, mentre l’80% dei diritti sanciti dalla costituzione passano proprio per le comunità locali. Se il mio Comune chiude, la gente non ha lo scuolabus, non ha le mense, non ha i servizi, non ha i soldi per aiutare i bambini diversamente abili. Voglio dire che da me passano tantissimi diritti ma di questo ai nostri governanti non importa un bel niente.

 

La tua giunta è una delle più giovani d’Italia.

Ma ci siamo tutti invecchiati negli ultimi sei anni… La situazione è devastante, ma a Salvini dirlo non fa comodo, siamo l’ottava nazione al mondo per migranti economici, alla pari del Vietnam e del Messico, significa che prese tutte le nazioni del mondo, l’ottava in cui le persone vanno all’estero per cercare fortuna siamo noi. Dovremmo preoccuparci più che dell’immigrazione della nostra emigrazione. Chi vuole fare ricerca scientifica in Italia, per esempio, lo deve fare con stipendi da fame, io sono uno che ha fatto il dottorato di ricerca e posso garantirti che l’ho potuto fare perché la mia famiglia mi ha aiutato. La politica è per i ricchi perché un sindaco di una città di 40mila abitanti guadagna 2.000 euro netti al mese, non ha nessuna possibilità di aumento né prospettive di miglioramento, non ha Tfr, non ha una pensione pagata, esce dal mercato del lavoro e non ha nessuna certezza, gli altri componenti della giunta sono stati costretti a ridurre o a rinunciare al proprio lavoro per guadagnare mille euro al mese, parliamo di 12mila euro l’anno, significa che stiamo creando una nazione dove solo i ricchi possono fare politica o impegnarsi nelle amministrazioni comunali, o i ricchi o i matti. Io appartengo alla seconda categoria.

 

Hai detto di essere un uomo di sinistra, cosa vuol dire oggi essere un uomo e un sindaco di sinistra?

Chi afferma che siamo nel post-ideologico dice una bugia, siamo nell’era in cui le cose si possono cambiare ma i partiti o quelli che si fanno chiamare “movimento”, dicono che si può vivere senza ideologia, ennesima menzogna. E io posso dire di essere d’accordo con te, che so, sulla politica economica europea solo se abbiamo dei valori condivisi. Concretamente: chi vogliamo difendere, i più deboli o i più forti? Trump chi difende? i più deboli o i più forti? Salvini chi difende? i più deboli o i più forti? Io credo che chi fa politica debba difendere i più deboli, perché i più forti si difendono da soli. Fare politica di sinistra significa essere solidali e accoglienti, significa preoccuparsi di garantire l’istruzione pubblica e non quella privata, significa garantire accessibilità ai servizi, significa che è una vergogna che a Cerveteri un ragazzo disabile non possa venire a parlare con me, perché non abbiamo le risorse per rendere accessibile il palazzo del Comune. “Sinistra” significa dare a tutti le stesse possibilità, non che tutti debbano arrivare nello stesso posto, ma che tutti possano arrivare nello stesso posto. Quando ho iniziato a fare politica pensavo che alcune scelte amministrative del tipo asfaltare le strade o risistemare il lungo mare o accendere i lampioni, potessero non avere un’ideologia alle spalle, pensavo si potessero mettere insieme persone con ideologie diverse per risolvere problemi… ma non è così… perché se tu hai cento strade da asfaltare ma ne puoi sistemare solo sei, devi fare una scelta e conta il modo in cui scegli quelle sei strade… conta se preferisci aiutare le periferie o i viali del centro, se favorisci i commercianti rispetto agli artigiani… Queste cose o le fai di destra o le fai di sinistra. Devi decidere se tutelare i poteri economici della tua città o le persone.

 

Ti leggo una breve frase di Thoreau e vorrei tu la commentassi: “Non è desiderabile coltivare il rispetto per la legge tanto quanto quello per il giusto. Il solo obbligo che ho il diritto di assumermi è di fare sempre ciò che reputo giusto”.

In questo momento è necessaria una cosa del genere, abbiamo un governo che fa leggi non giuste, viviamo in questa situazione. Se fossi costretto a fare una carta d’identità falsa che serve a salvare la vita a una persona non esiterei neanche un istante, salvare una vita viene prima della norma, sempre. Quando c’erano le leggi razziali e venivano accolti gli ebrei all’interno delle abitazioni, quelle persone che accoglievano gli ebrei commettevano un reato, infrangevano la legge, ma noi oggi facciamo i film raccontando la loro storia. I nostri eroi sono quelli che hanno infranto le leggi, sacerdoti, uomini del volontariato, uomini e donne normali, sindaci che hanno avuto il coraggio di andare contro la norma perché la vita umana era più importante e peraltro non avevano ancora la Costituzione. Noi abbiamo una Costituzione che nella gerarchia delle fonti politiche italiane è il primo testo, non solo non infrangiamo la legge ma ci ispiriamo alla Costituzione. Il giusto viene prima della norma, ma il problema è che entriamo in un campo etico e filosofico e non amministrativo, non è che un sindaco può definire da solo ciò che è giusto e ciò che non lo è… credo che sia la Costituzione a doverci indicare ciò che è giusto, sempre.

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