In modo lampante

di Fernando Bandini

 

 

Ora, compagni, che la primavera
accende fiori tra gli alberi secchi
e promette canestri di frutta
per il prossimo autunno,
è necessario prendere coscienza
della vita che libera fiorisce
e fare il punto
sulla naturale evoluzione
che dall’anno scorso
ha subito il canto del verdone
e il colore della foglia d’acero
e il profumo del melo cotogno.

Qualcuno tra di noi
è irrimediabilmente anti-qualcosa
e bisogna espellerlo.

Conoscitore astruso delle regole
che a suo dire presiedono
le certe fioriture della terra,
non osa uscire
dai camminamenti sotterranei,
ancora inebetito dal letargo invernale
quando già si sciolgono le nevi.

Ma la stella che stanotte
s’accoppiava al rigido ontano,
il ragazzo che lanciando
l’ultima palla di neve
gli si squagliava in mano
contraddicono in modo lampante
le teste di pietra.
Chi non cammina arretra.
La luna di primavera
passa ogni anno attraverso il nostro cielo
come il sangue attraverso il cuore.

Quindi proclamo per mozione d’ordine
il mio furore
contro i sottili dottori del non-fare,
auspico che la setta delle talpe sia sciolta,
e affronto l’argomento
dell’impassibile vento
che a marzo scompiglia le cose
ancora una volta.

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