Crisi di mendicanti

di Anton Germano Rossi

 

Anton Germano Rossi (1889-1948) è stato uno dei migliori umoristi italiani dagli anni trenta ai cinquanta, del mitico gruppo del “Marc’Aurelio”, con Fellini, Age e Scarpelli, Scola, Attalo e tanti altri. È stato anche sceneggiatore e gagman per il cinema, suo è il soggetto di La famiglia Passaguai di Aldo Fabrizi. I suoi testi migliori, come quello, più attuale che mai, che qui ripeschiamo sono raccolti in Porco qui, porco là, edito da Corbaccio/Dall’Oglio nel 1934 e più volte ristampato.

– Buon giorno – disse il santuomo: – come va ragazzi?
– Va bene abbastanza – rispose uno.
– Che c’è? – domandò un altro accorrendo.
– È arrivato il santuomo – dissero due che stavano parlottando.
– Sì, sono proprio arrivato – disse il santuomo – c’è qualche figlio di… che ha qualche cosa da dire?
– Le pare! – esclamarono tutti. – Ci mancherebbe altro… In che possiamo esserle utili?…
– Mi occorre qualche mendicante da beneficare.
– Non c’è nessuno – disse uno – mi dispiace: se vuole, può perdonare a una peccatrice.
– Ma non ce n’è neanche uno davvero? – chiese il santuomo tutto seccato tirando fuori l’orologio. –
Non si può neanche andare a cercarne uno qui vicino?
– Questo sì – rispose un giovanotto magro; – se può aspettare qualche minuto posso provare qua vicino.
– Sì – disse il santuomo; – ma faccia presto che debbo andare a cena.
– Subito – obbedì il giovanotto magro andando via di corsa. – Ecco la peccatrice da perdonare che
arriva!
– Siete voi la peccatrice da perdonare? – domandò il santuomo alla donna bionda che veniva.
– Sono io – rispose la donna bionda sorridendo – se può perdonare mi fa una vera cortesia.
– Non posso – disse il santuomo; – se non siete almeno in due peccatrici non mi conviene.
Il giovanotto magro arrivò di corsa tutto trafelato.
– Ben? – domandò il santuomo – questo boia di mendicante da beneficare viene o non viene?
– L’ho trovato – si scusò il giovanotto magro – e ho fatto di tutto per farlo venire ma non c’è stato verso. Stava già a letto e dice così che per oggi è stanco.
– Giela darei io – esclamò infuriato il santuomo agitando il bastone – pezzi di mascalzoni!
Domando e dico: come faccio io?
– Si potrebbe vedere di confortare un malato – suggerì un uomo di una certa età timidamente; – le basta?
– In mancanza di meglio… – disse alzando le spalle il santuomo – purché si sbrighi.
– Però guardi – aggiunse l’uomo di una certa età – glielo dico prima: quello è un malato che per farsi confortare vuole parecchio.
– Se vuole molto non mi conviene: so’ diventati tutti cani appestati, porca miseria!
– Siamo lì – disse l’uomo di una certa età – c’è una ricerca enorme di ammalati da confortare e se ne approfittano. Quello che le dico lo sa che ci ha un altro santuomo che per confortarlo gli dà anche cento lire?
– Tagliamo corto – interruppe il santuomo – se si fa confortare per 50 lire, bene; altrimenti si vada a far friggere.
– È inutile che ci vada – disse scuotendo la testa – Io conosco come è fatto: è l’unico ammalato da
confortare che c’è da queste parti e vuole quello che vuole.
– Domando e dico se si può fare il santuomo a questo modo! – esclamò seccato il santuomo,
sbattendo per terra la bisaccia.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero 51 de “Gli asini”: acquista il numero e abbonati per sostenere la rivista.

Trackback from your site.

Leave a comment