Prima e dopo il ’68

la copertina del febbraio 1968

Nell’anniversario del ’68 incontriamo ancora un quadro riduttivo e stereotipato di frasi fatte, rimozioni, equivoci e pigrizie interpretative. Anche per questo è molto preziosa l’iniziativa della Biblioteca Gino Bianco (Fondazione Alfred Lewin) di Forlì, che ha reso disponibile on-line, nell’integralità dei suoi quasi novanta numeri, la rivista più autorevole e critica di quel movimento, i “Quaderni piacentini” diretti fra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta da Piergiorgio Bellocchio, Grazia Cherchi e Goffredo Fofi con un nutrito gruppo di collaboratori e di fratelli maggiori: lette o rilette oggi, quelle pagine restituiscono la scena del nostro passato come se la vedessimo per la prima volta. Ai “Quaderni piacentini” si era dedicato anche il nostro collaboratore Giacomo Pontremoli con un libro pubblicato l’anno scorso dalle Edizioni dell’Asino: I “Piacentini”. Storia di una rivista (1962-1980). Lo spoglio completo della rivista lo trovate QUI. (Gli asini)

 

 

 

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