Giovani in Russia

di Ekaterina Binokurova (traduzione di Ilaria Pittiglio)

illustrazione di Magda Guidi

 

Una delle caratteristiche più evidenti delle ultime azioni di protesta è stato il grande numero di giovani, anche studenti delle scuole, che hanno partecipato alle manifestazioni in tutto il Paese. La loro mobilitazione pone in maniera drastica una questione sull’immagine del futuro: cosa può promettere il Cremlino a quella gente che da anni subisce l’azione della più recente generazione di politici? Manca un anno alle presidenziali in Russia, anche se la campagna non è stata annunciata ufficialmente: per quale motivo il Paese ha bisogno di rinnovare il mandato a Putin? Che beneficio darà ai cittadini, in primo luogo a chi ha meno dei suoi 65 anni di età?

Putin ha accolto nel suo staff Valerij Fadaeev, caporedattore della rivista “Expert”, con il compito di programmare le politiche giovanili. Ho rispetto per Fadaeev, ma il problema è che negli ultimi anni non ho conosciuto nessun esponente dell’establishment o della maggioranza politica che abbia letto la sua rivista. Nessun articolo ha fatto notizia o creato dibattito. Fadaeev è un uomo molto rispettato, che ha avuto un sacco di riconoscimenti e gratifiche da parte del regime. È stato ospite d’onore in eventi significativi e ha ricevuto un tal numero di premi e onoreficenze, che scriverne ora diventerebbe noioso.

Se già Fadaeev ha fatto fatica a interessare il pubblico di “Expert”, cosa potrà offrire ai giovani?

Intanto gli studenti di Bryansk (nella Russia sudoccidentale) dicono al preside che appoggeranno la lotta contro la corruzione e Navalny, perché «la giustizia è qualcosa che noi non abbiamo». Questi studenti non hanno niente da perdere. Non si fanno intimorire dalla rovina e dalla rivoluzione, perché sanno di non avere un futuro nell’attuale sistema. L’unica forma di attivismo è star dietro a like e repost oppure finire in prigione per aver catturato pokémon in una chiesa. Una parte di loro si abbandonerà al crimine, mentre i mediocri diverranno manager di “Euroset”. Passeranno il tempo su internet e sapranno quali imprese e cariche sono toccate ai figli di burocrati di alto livello.

Anche le bocche degli studenti di Bryansk verranno riempite di “patriottismo” sotto forma di sostegno a qualsiasi idea di potere, di “cultura e spiritualità”, che dovranno ingoiare come piatti di pasta rancida, non aspettandosi altro di più gustoso dalla vita. Per loro non ci saranno giustizia o riscatto sociale. L’élite dei figli privilegiati mangia da tempo e già i nipoti cominciano ad aprire le  avide boccucce. Diventeranno ingegneri in fabbrica e il suo capo sarà l’amico dell’amico del figlio di un altro Timčenko-Koval’čuk-Rotenberg. Il loro destino sarà costellato di diplomi al merito e riempito dal brusio dei loro zietti. che in abiti eleganti discorrono dell’importanza dei lavoratori. E intanto il resto della popolazione si rimpinza di bliny, mangia e beve tutto quello che gli propinano. Persino noi, che viviamo nelle principali città del Paese ma non abbiamo “utili” legami di parentela, dobbiamo lavorare e farci strada da soli, mentre leggiamo dei redditi dei figli privilegiati. Al confronto, non riesco nemmeno a immaginare il terribile senso di oppressione feudale che provano ogni giorno i ragazzi nella piccola e modesta Bryansk.

Alla fine del 2013, appena arrivata in Ucraina, avevo sottovalutato il peso di un’affermazione ripetuta da molti partecipanti di “Euromaidan” (che, tra l’altro, sono spesso giovani studenti): «più siamo poveri, più tutto viene comprato». Chi entra a far parte del battaglione Azov non ha fatto una bella vita. E neanche chi va in zona Ato (zona dell’occupazione anti-terrorismo). Eppure, mentre i figli dell’élite del potere (afferente ai vertici centrali) divoreranno tutto quello che incontreranno sul loro cammino, gli studenti di Bryansk non potranno far altro che creare il proprio Azov. Perché «la giustizia è qualcosa che noi non abbiamo».  O peggio: che non c’è da nessuna parte.

Che immagine di futuro gli può essere offerta?

Parliamo degli studenti. Recentemente veniva diffuso su internet un video, in cui un’insegnante di  conservatorio dà di matto sotto gli occhi degli alunni e con la schiuma alla bocca chiede di leggere una lista autoredatta di “nemici del popolo”. Sostiene che Ksenia Sobchak non sia figlia di Sobchak e annovera tra i “nemici” il defunto Egor Gaidar e Anatolij Chubais, capo della società statale Rosnano. Si tratta di studenti non laureati di 21/22 anni, vale a dire  nati intorno al 1995. Perché mai dovrebbero lasciarsi intimorire dai “terribili anni Novanta”, se hanno vissuto tutta la loro vita sotto Vladimir Putin? Così come io e quelli della mia generazione ci lasciamo influenzare da chi parla della fine degli anni Ottanta. Tuttavia, per quanto possiamo garbatamente annuire, non abbiamo alcuna idea di che diavolo stia parlando il nostro interlocutore quando ci racconta del Politburo del comitato centrale del Pcus.

Questi studenti non verranno conquistati con la propaganda. Dmitrij Kiselev, Vladimir Solov’ev e gli editorialisti della Komsomolskaja pravda in questo ambiente non sono di moda. Non parlano da tempo e tanto meno scrivono. Sperate che una pista ciclabile li conquisterà così tanto, da fargli dimenticare il fatto che su di essa ha tagliato un altro miliardo un loro coetaneo parente del governatore o scagnozzo di uno dei “grandi clan”? No, la vostra pista ciclabile è la stessa cosa delle palate di frittelle bisunte. Ora parliamo di come questi stessi studenti percepiscono Putin. Oggi alla manifestazione tra le voci della folla/chiacchierando tra la folla ho sentito un sacco di volte la parola “feudatario” e i suoi derivati. Società feudale, sistema feudale, ius primae noctis, distribuzione dei feudi. Vladimir Putin, che agli albori/inizi della sua presidenza — avevo appena finito il liceo, già lavoravo e ricordo i discorsi degli adulti — era da molti percepito come un’alternativa alla “Famiglia” e il leader-arraffone/corrotto del komsomol, ora per i giovani — solo il leader di un gruppo di proprietà feudale, dove tutto si eredita o si compra. Questo è esattamente il volto di un ordinamento/regime feudale, dove con l’appoggio del proprio padrone a certi preferiti buffoni (tipo quelli stessi “lupi notturni”) può spettare una terra in Crimea, ma non esiste più un “presidente di tutti” o un “padre della nazione”. Lasciamo passare qualche anno e riflettiamo/concentriamoci su quale immagine di futuro il nuovo periodo(mandato/governo) di Putin può offrire ai trentenni — cioè alla mia generazione. Nel 2024 compirò 39 anni, la maggior parte dei miei amici avrà tra i 36 e i 45 anni. È relativamente poco, ma è davvero umiliante prendere e dire addio a un periodo, quando hai tra i trenta a quarant’anni, sapendo a priori che la maggior parte dei tuoi sforzi che hai fatto in questo tempo andranno in frantumi, che la carriera inevitabilmente toccherà il soffitto di cristallo (per me in questo senso molto più facile rispetto a chi ha ambizioni di carriera lineare/verticale). Sugli schermi trasmetteranno ancora Solov’ev e Kiselev, per la Duma di Stato ci sarà ancora a ululare single donna-lupo Natalja Poklonskaja. E saranno impegnati nelle istituzioni sociali e di sviluppo della riforme senza capire da dove sono stati presi gli uomini pubblici a capo delle società, dei quali nessuno ha mai sentito, i figli dell’élite o i veterani dello schieramento propaganda, che saltano da un progetto all’altro, da un canale televisivo all’altro/da un programma televisivo, come esperti di tutto.

Un’effettiva citazione non ce la possono prescrivere. Ad esempio, è evidente che il sistema penitenziario federale è un disastro, un disastro sono i tribunali e le forze di sicurezza. Ma (если уж ругать башни, то все) l’amministrazione del presidente si occupa di formazione aziendale, e la Duma di Stato sforna le prossime leggi strambe (tipo la decriminalizzazione del pestaggio). Nel resto del tempo per l’ex edificio Gosplan (dove si riunisce la Camera bassa del Parlamento) si agita l’ex procuratore della Crimea, che abbraccia il miracoloso busto di Nicola II. Sì, occasionalmente, Irina Jarovaja diventa feroce. E quando le persone che sognano di cambiare qualcosa, inevitabilmente fanno opposizione, muoiono per una citazione ufficiale, vengono emarginati.

Ora parliamo della generazione dei quarantacinquenni e più, ossia dei genitori degli stessi studenti di Bryansk. Molti di loro erano i sostenitori di Putin negli anni duemila. Hanno iniziato ad aumentare gli stipendi, hanno fatto il primo viaggio in Turchia, e i loro genitori hanno smesso di morire di fame in attesa della pensione. Sono anche di spiritualità e morale che ci capiscono.

La loro immagine del futuro è il figlio, che apparirà in tarda serata sulla soglia della cucina dicendo: “Mamma, mi mettono in galera per un repost, ho sbagliato a scrivere sui credenti”. Mamma ascolterà e uscirà a fumare una sigaretta nel cortile, cadendo in una buca non ancora riparata. In casa funzionerà il satellitare, dove si discuterà dei problemi degli alloggi e dei servizi in Ucraina.

Questa generazione mentre per l’immagine del futuro potranno associarsi con folli (a mio parere) del NOD (Movimento di liberazione nazionale), con cosacchi addomesticati e grassi funzionari che accettano tutte le nuove leggi sulle tasse. Dopo tutto, se non ci sarà una nuova tassa, il figlietto di un altro funzionario correrà a piangere da suo padre  e non sarà in grado di comprare un nuovo yacht per una ragazza с пониженной социальной ответственностью.

L’immagine del passato, è possibile venderla ai pensionati. I ricordi della Vittoria, lo sfacelo degli anni novanta, orgoglio per l’industria bellica. Tutto questo sarà reclamato dai vecchi: se, anche in questo caso, il nipote non sarà arrestato per un repost, e alla figlia non busseranno alla porta gli esattori, dal momento che non c’è da pagare nessun’altra “tassa”, che naturalmente non è mai imposta. Ma questa è un’immagine del passato e non del futuro.

C’è un’altra categoria, con cui sono relativamente in contatto di lavoro e di cui vorrei parlare. Questa categoria è la più fedele all’attuale regime. Ma a poco a poco sta cessando di essere tale. Sto parlando dell’”élite di secondo livello” (in questo non c’è nulla di offensivo, di solito questo scaglione è indicato con il prefisso “vice”). Nell’ultimo anno nazionale il blocco delle amministrazioni regionali abituato a vivere con il quotidiano l’aspettativa di un procedimento penale contro se stessi (a titolo di esempio, il procedimento penale contro l’ex chelyabinsk vice-governatore Nicola Сандакова). Se si guardano le statistiche anti-corruzione affari esteri, si scopre che il 90% dei loro carico è contro il “secondo livello”, che è un po ‘ come un osso, gettato scontenti per la corruzione dei cittadini. Il loro non è un peccato.

Questa sottoclasse si è trasformata oggi in uno dei più umiliati e disprezzati (ancora sotto costano meno che i dipendenti statali, di cui al разнарядкам fanno in загончики manifestazioni filo-governativi). Il primo scaglione di questi funzionari non diventeranno mai. La corona di carriera — incoraggiare altro Поклонскую con мироточащим busto. È questa sottoclasse potere consegnerà alla prima occasione. C’è futuro per loro in generale no.

Da tutto questo e manifestazioni. Per la moltitudine di persone di diverse generazioni e di professioni non solo vi è l’incertezza del futuro  ma è completamente assente l’immagine stessa del futuro/una prospettiva di futuro. Il problema non è solo in una mastodontica corruzione, e che il nuovo mandato di Vladimir Putin, come vediamo, non cambierà questa situazione.

Il Cremlino con convinzione troverà un sacco di spiegazioni perché oggi decine di migliaia di persone sono scese in piazza. Gli esperti diranno che hanno ricevuto il permesso a uscire, per misurare l’effettiva attività di protesta. O diranno che hanno deciso di sfogarsi prima del 2018. O qualcosa del genere.

Non potete spiegare niente per oggi.

Rispondeteci sul nostro futuro, finalmente.

Trackback from your site.

Leave a comment