I genitori fanno figli e poi ce la mettono tutta per annientarli

di Thomas Bernhard

 

(…) Noi ti abbiamo sempre amato, hanno ripetuto i miei genitori anche oggi, e i miei fratelli stavano a guardare e ascoltare senza contraddirli, mentre io pensavo che invece non hanno fatto che odiarmi per tutta la vita, così come io non ho fatto che odiarli per tutta la vita, se voglio dire la verità come la so io e non ricorrere a menzogne, cosa che da gran tempo mi rifiuto di fare. Noi diciamo pure di amare i nostri genitori, e in realtà li odiamo, perché non possiamo amare i nostri procreatori non essendo noi persone felici, la nostra infelicità non è immaginaria come lo è invece la nostra felicità , di cui ogni giorno proviamo a convincerci per trovare il coraggio di alzarci e lavarci, vestirci, bere il primo sorso, mandar giù il primo boccone. (…)

 

Queste due frasi sono tratte dal Montaigne. Un racconto di Thomas Bernhard ora raccolto, con altri tre racconti dello scrittore austriaco, in Goethe muore (Adelphi 2012). Nel primo, che dà il titolo alla piccola raccolta, Bernhard si immagina che sul letto di morte Goethe, ormai stanco della letteratura, abbia espresso il desiderio di invitare a Weimar il filosofo Wittgenstein perché è il vero prosecutore della sua opera. Il racconto è esilarante, non tanto perché impossibile visto che lo scrittore tedesco e il filosofo inglese sono vissuti in epoche diverse, ma perché la pretesa del Titano della letteratura tedesca scatena una serie di comici imbarazzi e discussioni tra i suoi allievi. Ma in questa piccola raccolta è concentrato tutto il Bernhard maggiore: la serietà pessimistica della sua scrittura e soprattutto il tema familiare inteso come tara eterna, prigione sociale e morale. In Incontro vi si racconta una coppia di genitori appassionati di alta montagna che costringono i figli a indossare orribili calzettoni verdi (o rossi) alla ricerca di una quiete interiore impossibile. Non si può che sorridere e ridere di questi quadretti catastrofici e bellissimi, cosmicamente esausti nel raccontare il tentativo dei figli di annientare i padri, trovandosi già annientati. 

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