Appello per Arrevuoto

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Arrivato alla settima edizione, il progetto Arrevuoto, teatro e pedagogia,  rischia seriamente di sparire. Ogni anno, dall’inverno alla primavera, il progetto coinvolge un centinaio di ragazzi di cinque scuole della periferia (Scampia, dov’è nato nel 2005) e del centro di Napoli.  Già a settembre scorso il direttore artistico del progetto, lo scrittore e sceneggiatore Maurizio Braucci, aveva deciso di intervenire denunciando il taglio delle risorse pubbliche necessarie al progetto e raccontando l’autofinanziamento necessario per farlo andare avanti. Al silenzio delle istituzioni e alle promesse non mantenute segue questo nuovo, realistico, appello di Braucci, affinché nasca una protesta contro le istituzioni che “solo a chiacchere” sostengono il progetto. Non si tratta qui di fare l’elemosina al pubblico, entrando nelle consuete rancorose e invidiose guerre fra poveri, né si vuole contribuire al dibattito sul finanziamento pubblico alla cultura, ma si vuole ribadire un diritto sacrosanto contro delle istituzioni insufficienti e ipocrite. (Gli asini) 

di Maurizio Braucci

Cari amici ed amiche, da mesi stiamo cercando in tutti i modi di far proseguire il progetto di teatro e pedagogia Arrevuoto – www.arrevuoto.org – e purtroppo finora solo parole e rimandi da parte del Teatro Mercadante e del Festival di Napoli. Forse giunge il tempo di una mobilitazione di protesta da parte di tutti noi, almeno per dire che quello che stanno facendo non è giusto. Tutti, i direttori e le istituzioni, ci dicono che il progetto lo vogliono far continuare ma poi non si impegnano per questa nuova, ottava, edizione, né ci sbloccano i soldi delle ultime due passate (che almeno potremmo usare per pagarci la prossima). Il sindaco si dimostra indifferente al nostro progetto, il direttore del Mercadante e del Festival è impegnato a finanziare i progetti propri e delle persone importanti, a noi nemmeno le briciole, solo parole. Ormai siamo a gennaio, in genere cominciamo a novembre: in pratica ci stanno facendo fuori senza dircelo. Costruiamo insieme un grande evento per protestare contro questa indifferenza e superficialità, siamo in tanti, noi, voi, le vostre famiglie e gli amici che in questi anni ci hanno accompagnato. Creiamo uno slogan che dica che non possono ignorarci o farci solo promesse, fatevi venire voi delle idee. Questo è solo il primo passo, almeno per non morire senza gridare il nostro sdegno.

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