Oltre il proprio naso

immagine di Francesco Chiacchio

del Comitato Spazio Pubblico

Nel 2007 nasceva il Comitato Spazio Pubblico di Scampia, partendo da queste premesse:

Lasciato alla mercè della buona o cattiva volontà degli “altri”, lo spazio pubblico della città ha finito per rimanere inghiottito dagli interessi economici e dai loro surrogati. Spazio pubblico occupato da danaro e potere è l’aria satura di smog, polveri e fumi tossici che respiriamo (Vedi studi epidemiologici….); è il suono violento dei claxon e dei motori che imperversano per le strade; sono le mura occupate da manifesti e insegne pubblicitarie e elettorali; sono le vie occupate da tavolini, motorini, macchine… Terreno di conquista per clan e potentati di ogni sorta, lo spazio pubblico ha finito così per non esistere quasi più.

 Pensiamo perciò che sia arrivato il momento di riprendersi gli spazi pubblici urbani, anche a Scampia. Al posto di progetti calati dall’alto proponiamo di realizzare percorsi condivisi con i cittadini; alle megaopere dispendiose preferiamo piccole sperimentazioni fatte in economia e con materiali naturali o frutto di riciclaggio; alla standardizzazione industriale vogliamo sostituire la creatività locale; piccoli eventi quotidiani al posto di Grandi Eventi sporadici.

In una concezione nuova di città, dove istituzioni e professioni si mettano davvero  al servizio di visioni, esigenze e percorsi di crescita di cittadini non più deleganti,  all’interno di una politica che avvicini il cittadino al bene pubblico, che non vanifichi il “sapere” della gente (patrimonio non adeguatamente valorizzato), come Comitato avanzeremo proposte e svolgeremo azioni per un mutamento radicale della funzione urbana finora svolta dalla Villa Comunale di Scampia e dalla Piazza dei Grandi Eventi.

Le cinque “Oplà”, giornate di piazza con feste e riflessioni condivise con chi veniva da altre regioni italiane; le Piazze dell’Economia Solidale, mercati del biologico che hanno fatto di Scampia un quartiere “normale”, all’avanguardia sui temi dell’alimentazione e della cooperarazione economica; le giornate di studio e incontro intercultuale con i rom e persone provenienti da altri continenti; le inchieste come quelle sui roghi di Ponticelli nel 2009; la Biciclettata nel novembre 2009; la Piazzata nel 2010; le campagne come “nessun permesso”, “ambito 7”, il “Gridas non si tocca”; il Micro Festival dello spazio pubblico nel 2011; Mediterraneo Antirazzista nel 2012, sono alcune delle azioni di questi anni. Azioni che hanno contribuito a far crescere la rete di gruppi e associazioni che a Scampia lavora da sempre attorno alla liberazione di spazi pubblici urbani.

Abbiamo trovato conferma che quello dello “Spazio pubblico” è un tema centrale, da cui ripartire nella costruzione di una città e di una scuola nuove. Tema capace di creare aggeregazione autentitca e di far esplodere le principali contraddizioni del nostro tempo, costringendo chi se ne occupa a uscire per forza da orticelli e interessi di bottega.

Gli anni di esperienza insieme ci spingono adesso a concentrare gli sforzi del Comitato Spazio Pubblico su:

– Diritto dei bambini a camminare per strada anche da soli (anche all’uscita da scuola).

Pista Ciclabile: perché il progetto di una pista ciclabile che colleghi Scampia con altri quartieri cittadini (progetto in cantiere da un po’ di tempo e superato da piste ciclabili più appariscenti…) venga finalmente realizzato, in una Scampia quartiere della bicicletta.

– Assenza e abbandono di spazi idonei per bambini e bambine: la condizione in cui giostre e altri spazi gioco, anche di quelli inaugurati da poco (come in piazza Cavour e piazza Nazionale) sono segno evidente dello stato di imbrutimento di cittadini e istituzioni.

Droga: aver “ripulito” luoghi più visibili come piazze e strade, non incide sul fatto che Scampia rimane principale quartiere dello spaccio del Mezzogiorno. È necessario che le istituzioni trovino soluzioni tanto per la riduzione del danno, quanto per il mutamento di destinazione economico-urbanistica del quartiere.

– Campi rom: superando approcci razzisti, ma anche pietistici, alla questione rom, le tante relazioni e le azioni messe in campo che hanno visto protagonisti gli abitanti dei campi di Scampia, impone di impostare l’intervento istituzionale in maniera radicalmente opposta rispetto alla “politica dei campi” seguita finora. Mega ghetti come il “Villaggio della solidarietà” di Secondigliano o luoghi di desolazione come i campi abusivi e centri di accoglienza, devono lasciare il posto a progettazioni differenziate, individualizzate e condivise tra rom e altri napoletani.

Arti di strada: writer, rapper e altri artisti di strada sono tra le grandi risorse della città. È necessario abbandonare ogni intento di “criminalizzazione” e “addomesticamento” di queste passioni, per ripartire invece dalle arti di strada nella costruzione di una scuola e di una città nuova.

– Metropolitana di Scampia: il Comitato Spazio Pubblico ha fatto propria la proposta partita dal basso di allargare la metropolitana dell’arte anche alla fermata di Scampia-Piscinola dedicandola alle opere di Felice Pignataro, e rilancia auspicando che la progettazione dal basso possa riguardare anche gli spazi circostanti in una più ampia riqualifica dell’intera area. 

A partire da questi argomenti, invitiamo ancora tutti, e noi stessi, a uscire dai propri recinti e a festeggiare lo spazio pubblico come luogo dell’incontro e dell’imprevisto. 

Al Comitato Spazio Pubblico di Scampia aderiscono: Centro territoriale Mammut, Centro Hurtado, Chi rom e… chi no, Circolo Legambiente La Gru, Dream Team-donne in rete, GRIDAS-Casa delle Culture Nuvola Rossa, Pollici verdi, Gas Friarielli e Cavoli e Libri, Banda Baleno, Arci Scampia, Vodisca, Cdr Gatta Blu.

Per contatti e adesioni: c.spaziopubblico@gmail.com – tel. 338.5021673

 

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