Barbiana oltre le mode

Su don Milani si è scritto molto, e moltissimo si continua a discutere. Con il rischio, però,  di fare della sua figura un passe-partout per ogni idea pedagogica o educativa, o, nel peggiore dei casi, per una (qualunque)  riforma ministeriale: salire a Barbiana, fisicamente o no, è diventata una moda, un beau geste buono per ogni occasione. Il risultato, spesso, è un don Milani spogliato della sua scomodità e della sua durezza, messo, come diceva David Maria Turoldo, “sull’altare con i gigli in mano” (a prescindere dal tipo di altare che si scelga di volta in volta).

È per questo che, a dispetto delle agiografie che rendono Barbiana un’esperienza “tiepida”, è necessario continuare a studiarla e a parlarne, non stancandosi di raccontare la piccola scuola nel Mugello per quello che era, cogliendone i limiti e la sua carica di profondo cambiamento. Ed è importante farlo, oltre che leggendo ciò che don Milani ha scritto di suo pugno, ascoltando i testimoni diretti, le persone che hanno vissuto e lavorato a stretto contatto con il Priore e i ragazzi.

Adele Corradi, insegnante nella scuola media, ha avuto la fortuna di arrivare a Barbiana il giorno in cui si inaugurava la tecnica della scrittura collettiva, e ha scelto in poco tempo di fare della piccola canonica un luogo d’elezione, trascorrendovi (senza per questo abbandonare mai la scuola di stato) gli ultimi quattro anni della vita di don Milani. Ha raccolto i suoi ricordi in Non so se don Lorenzo… (Feltrinelli, 2012), che racconta con parole semplici ed efficaci la vita e il clima di una delle esperienze più importanti del dopoguerra italiano, tracciando un preziosissimo ritratto di don Milani.

Riproponiamo qui l’audio dell’incontro del 10 novembre 2012, dal titolo “Voler bene alla scuola. Barbiana molti anni dopo” che si è svolto durante Umbria Libri, all’interno dei “Seminari dello Straniero”, e  che ha visto Adele Corradi in dialogo con Goffredo Fofi e Piergiorgio Giacchè. Altri articoli (di Goffredo Fofi, Piergiorgio Giacché e Vittorio Giacopini) e interviste su Non so se don Lorenzo… sono usciti su “Lo Straniero” (n. 142 e 149) e su “Gli Asini” (n. 9 e 10).

Probabilmente l’eredità più importante di Barbiana è proprio quella più pubblica, quella “pedagogia culturale” che, in certa misura, sorpassava gli allievi stessi; quello che alla loro uscita fece diventare la Lettera ai cappellani militari e Lettera a una professoressa libri fondamentali. Ascoltare Adele Corradi permette di chiarire ulteriormente chi fosse don Lorenzo e cosa fosse la sua scuola, al di là della vulgata e dei “come diceva don Milani…”. Oltre ad aggiungere alcuni importanti particolari a quello che già racconta in Non so se don Lorenzo…, l’energica voce della Corradi ci ricorda che la vera battaglia combattuta giorno per giorno a Barbiana era quella “di chi voleva salvare la critica e il cervello”.  (Giulio Vannucci)

Clicca qui per ascoltare la registrazione integrale.

Voler bene alla scuola… Molti anni dopo Barbiana
Voler bene alla scuola… Molti anni dopo Barbiana

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