Alcune riflessioni sul caos creato da Equitalia

di Maurizio Braucci

Equitalia non combatte l’evasione fiscale, è un’agenzia di riscossione, essa non ha strumenti per individuare gli evasori se non l’incarico da parte dello Stato a farli pagare una volta che questo li abbia individuati. Oltretutto, i grossi evasori, una volta stanati dalla Finanza, si accordano direttamente con l’Agenzia delle Entrare. Equitalia si occupa solo dei piccoli evasori (coloro che sono individuati automaticamente e che non pagano per lo più perché non hanno i soldi per farlo) ma Equitalia persegue più di ogni altri i cittadini che devono pagare ammende, spesso relative alla circolazione stradale. Il legame Equitalia-lotta all’evasione è molto blando. In pratica Equitalia sta all’evasione fiscale come una guardia penitenziaria sta alla prevenzione del crimine.
Il suo operato è quello di un’azienda privata che ha individuato un nuovo settore commerciale: quello dell’insolvenza finanziaria. Garantita da leggi parlamentari, apparentemente per interesse pubblico, Equitalia agisce invece secondo la logica neoliberista e si serve dello Stato per vedersi garantiti i suoi profitti. La sua esistenza è diventata un nodo cruciale per la democrazia italiana, il popolo se ne sente oppresso, Equitalia dice di agire in nome della Legge, e allora se è la legge ad opprimere il popolo, nel rispetto della democrazia la legge va cambiate ed Equitalia va chiusa . Ecco tre punti che lo dimostrano.

PUNTO UNO
Equitalia si mantiene con parte dei guadagni che fa dalla riscossione. Una struttura di riscossione credito pagata dagli stessi debitori, che così oltre a pagare i debiti devono pagare anche gli esattori. Perché non li paga il creditore? Che oltretutto riceve già molto più del dovuto (anche 5 volte di più).

PUNTO DUE
Equitalia cerca di massimizzare quanto più può il suo guadagno dai crediti, le sue modalità nel farlo sono al limite del legale. Ad esempio spesso notifica le cartelle di pagamento quando queste hanno raggiunto il massimo del valore, cioè dopo 4 anni e 11 mesi, a solo un mese dalla prescrizione, in tal modo il debitore viene raggiunto da richieste pari anche a 5 volte il valore inizialmente dovuto, così ne guadagna il creditore (cosa già non giusta!) e la stessa Equitalia che vede il suo profitto aumentare perché esso è dato dal 9% sul montante. Quindi più Equitalia riesce a far salire il valore della penale per il debitore più ci guadagna. Ai vertici di Equitalia non solo non interessa che una persona si trovi improvvisamente migliaia di euro da pagare (in piena crisi economica) ma, anzi, questa condizione di difficoltà rappresenta il massimo vantaggio per Equitalia che sembra dire “mors tua, vita mea”. Non è criminale questo approfittamento? Equitalia deve smetterla di agire in questo modo, sia che lo faccia apposta – mandando in ritardo le cartelle per massimizzare il guadagno – sia che lo faccia per inefficienza – ritardo nelle gestione – non si può più permettere che massacri le persone con comportamenti sospetti di speculazione. Sta creando così ulteriore recessione, tensioni sociali e addirittura suicidi. Sta creando il teorema per cui lo Stato è nemico dei cittadini e costringe i poveri e le persone in difficoltà a diventare illegali, in quanto essi finiscono per vivere in clandestinità fiscale e finanziaria. Equitalia arriva spesso ad attaccare i fondamenti della convivenza sociale.

PUNTO TRE
L’agire di Equitalia è in piena e inspiegabile deroga anche alle più lievi manovre anticrisi, essa genera recessione anche oltre le più blande intenzioni del Governo di combattere la crisi. Non si può permettere ad Equitalia di creare ulteriori danni all’economia già lacerata, rovinando lavoratori, imprenditori, disoccupati e cittadini tutti. Qualunque manovra contro la crisi trova in Equitalia una mina vagante, non si tratta di arrivare a dire che i debiti non devono più essere pagati attraverso la disobbedienza civile e fiscale – cosa che pure è giusta in tanti casi- ma basta già il pensiero di dover impedire ad Equitalia di aggravare la situazione generale, agendo come un tumore che fa proliferare i centri di crisi. Da tale punto di vista, Equitalia non è solo contro i cittadini, col suo agire spregiudicato e cinico, ma anche contro lo Stato, se lo stato vuole combattere la crisi.
Ma lo Stato è contro lo crisi? E se è contro la crisi perché è a favore di Equitalia? Per sua stessa ammissione Equitalia non fa la lotta contro l’evasione fiscale, quindi non ha nessun valore per delle politiche economiche in tempo di crisi. A che serve Equitalia? A volte solo a se stessa visto che spesso nemmeno restituisce i soldi dei debiti ai creditori, diventano così unicamente una spirale di creazione di crisi. In definitiva, Equitalia è una delle concause della crisi e quindi va chiusa, pacificamente criticata e contestata e infine sostituita da una agenzia che non miri al profitto, che venga pagata dai creditori e supervisionata dalle istituzioni e dai cittadini stessi.
Cominciamo pratiche di disobbedienza civile e di pacifica contestazione per liberarci di questa mostruosità che si chiama Equitalia.

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Comments (2)

  • Salvatore Sarao

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    Confesso che non conoscevo i dettagli. E’ una storia a luci rosse. Diffondete la notizia. L’opinione pubblica deve essere informata. Da parte mia la inoltro alla mia mailing list.

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  • cons

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    equitalia non si serve dello Stato, Equitalia è res publica

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